sabato 4 maggio 2019

Radici cristiane


Nei discorsi dei sovranisti, come Salvini e altri leader europei, torna il riferimento alle “radici cristiane”. E la Chiesa è contenta.
Ma perché queste radici vengono nominate dai partiti che vogliono imporre regimi autoritari?
Forse perché l’autoritarismo e il tradizionalismo sono stati sempre valori cristiani?
Insomma non vi aspettate dal cristianesimo come religione storica nessun tipo di liberazione. Semmai il contrario.
Del resto, basta leggere alcune parabole evangeliche (per esempio quella dei talenti o quella del banchetto di nozze) per accorgersi che il Dio di Gesù non è un bonaccione liberale, ma un padrone autoritario che pretende ubbidienza e sottomissione.
Ed è a questa immagine di Autorità che si riferiscono gli uomini della destra estrema.

giovedì 2 maggio 2019

La farsa del sovranismo


Per essere sovrani, cioè padroni di se stessi, bisogna avere le spalle forti. E noi italiani non siamo forti. Siamo deboli e fragili. Siamo una nazione che può fallire.
Un uomo pieno di debiti non è forte, ma è un mendicante. Deve chiede l’elemosina e deve dipendere dal beneplacito degli altri.
Quindi tutti questi discorsi sul “sovranismo” sono una presa in giro. Anche se ritornassimo alla lira, dipenderemmo dal marco e dal dollaro. E basterebbe una valutazione negativa di qualche agenzia di rating per buttarci a terra.
Fra l’altro, non abbiamo una chiara politica estera, e qualunque altro Stato, Egitto o Libia, può fregarsene di noi. Dove sono i nostri eserciti, dov’è la nostra potenza economica e finanziaria?
Quindi è inutile raccontare storie. Non possiamo essere padroni di noi stessi. A meno di costruire uno Stato di cartapesta, come quello edificato dal vecchio fascismo, che mandò in guerra una nazione senza armi e con le scarpe di cartone.
Possiamo gonfiare i muscoli come vogliamo, ma restiamo uno Stato debole. Qualcuno vi sta imbrogliando. E' una vecchia strategia per farsi eleggere.


mercoledì 1 maggio 2019

Le trasformazioni della Lega


Ai tempi di Bossi, la Lega era un partito laico, che festeggiava il 25 aprile, ed era secessionista: sognava di creare uno stato del Nord, la Padania. Con Salvini è cambiato tutto: è diventata un partito nazionale, anzi nazionalista, e di estrema destra. Ma è diventato anche un partito di bigotti. Abbiamo visto Salvini brandire rosari e Vangeli in campagna elettorale, partecipare al convegno di Verona per le famiglie tradizionali e difendere i valori del cattolicesimo più reazionario.
Ultimamente un deputato leghista ha proposto un disegno di legge per incentivare con sgravi e detrazioni fiscali i matrimoni – ma solo quelli religiosi. A parte l’evidente incostituzionalità della proposta, è evidente la deriva clericale.
Qualche prete ha subito colto la palla al balzo celebrando messe a suffragio dei repubblichini fascisti.
Insomma in Italia c’è un ritorno ad un passato reazionario e autoritario. E, in questo, la Chiesa è sempre un faro d’inciviltà.
I francesi hanno almeno fatto una rivoluzione in cui hanno combattuto gli sfruttatori del popolo, i nobili e i preti. Ma in Italia non c’è mai stato un moto del genere. Mentre tutti gli altri Stati europei facevano le riforme e scoprivano la loro autonomia, in Italia abbiamo solo fatto controriforme e servito il padrone o il dittatore di turno.
Gli italioti sono ancora convinti di risolvere i loro problemi ritornando ad un passato clericale e reazionario che ci ha sempre isolato dal contesto europeo e dalla modernità, e che è all’origine proprio di quei problemi.

giovedì 25 aprile 2019

La rinascita del fascismo


Non è un caso che si assista a tanti episodi di rinascita del fascismo. È la vecchia cultura italica che non sa che farsene della democrazia e aspira ad avere il “signore”, il dittatore, l’uomo della provvidenza. Una cultura veicolata soprattutto dal cattolicesimo, che infatti è in prima linea per riportare l’Italia indietro nei secoli.
Il nuovo fascismo non è naturalmente una replica di quello storico, ma è comunque un regime autoritario che disprezza le mediazioni e i dissensi.
L’uomo giusto è Salvini. Che ama tanto la polizia da indossarne le divise e da volere il ritorno della leva obbligatoria.
Tutti irreggimentati e intruppati.
Salvini vorrebbe diventare il Putin d’Italia.
Per tanti giovani e meno giovani questo è un ideale, perché così smetterebbero di avere dubbi e di aspirare a diventare autonomi. Diventerebbero quello che sono: tante pecore che ripetono tutte le stesse cose.
Il nazionalismo e la limitazione della libertà dei cittadini sembra dunque essere il punto di approdo di molti italiani.
La famiglia deve essere solo quella tradizionale, le donne devono stare a casa, i diversi devono essere imprigionati, la polizia e i prefetti devono comandare indisturbati, la Chiesa deve imporre il proprio dominio, l’informazione deve essere asservita.
Il problema di tutto questo fascismo è che chi comanda diventa sempre più corrotto e non fa più gli interessi della nazione, ma i proprio e quelli del proprio clan. Inoltre l’Italia è talmente debole che non ha una propria autonomia e deve sempre prendere ordini da chi è veramente potente.
Ieri era Hitler. Oggi è Trump, il pazzo fascista americano, che dà ordini all’Italietta. Le vieta di prendere il petrolio iraniano e nello stesso tempo lancia l’offensiva di Haftar per la riconquista della Libia, contro gli interessi italiani. E noi ubbidiamo.
Il fascismo italiano, come al solito, è una farsa. Forte con i deboli e debole con i forti.

lunedì 22 aprile 2019

Commedia all'italiana


Una volta mi divertivo a vedere certi comici, come Corrado Guzzanti, Crozza, Sordi, Grillo, Albanese, la Littizzetto, ecc. che prendevano in giro i difetti degli italiani e pensavo che esagerassero. Così come credevo che esagerassero in volgarità i film natalizi dei Boldi o dei De Sica. Ma oggi non mi diverto più. Ho sempre più l'impressione che la realtà abbia superato la fantasia.
Per esempio, Fiorito è statouna persona reale o un personaggio di qualche farsa? E il Consiglio regionale della Lombardia dove su settanta consiglieri sessantasei sono stati inquisiti è stata la realtà o è la trama di un film grottesco? E la Minetti, eletta nel listino del cattolico Formigoni (finito in galera), è davvero esistita o l'ha inventata qualche romanziere boccaccesco per denigrare l'Italia? E Berlusconi, con le sue fidanzate e gli occhi tirati in su come un cinese, ha veramente governato l'Italia o è un personaggio di una commedia all'italiana?
E questo ultimo duo – Salvini e Di Maio -    è di tipo comico o tragico?
Speriamo che avesse ragione Longanesi quando diceva: la situazione è grave ma non seria. Viviamo in una eterna farsa.
       Ma adesso che c'è bisogno di serietà, come faremo?

domenica 14 aprile 2019

L'autogoverno


La verità storica sugli italiani è che non sanno autogovernarsi. In parole povere non hanno senso civico. Ecco perché alla fine si affidano ai dittatori. Sanno solo prendere ordini e poi prendersela con chi glieli dà.
Non può esserci vera democrazia se i cittadini non sanno autogovernarsi e si aspettano tutto dall’alto. D’altronde hanno una cultura cattolica che li ha abituati ad aspettarsi tutto dall’alto e a non confidare in se stessi.
Non hanno familiarità con la propria coscienza. Si considerano pecore che devono seguire il pastore, altrimenti si sentono perduti.
Come si vede, tra religiosità/spiritualità e politica concreta c’è un legame molto stretto.

Accuse reciproche


Salvini (Lega) accusa la sindaca Raggi di non saper amministrare Roma, e la sindaca Raggi (Cinquestelle) accusa Salvini di non saper gestire la sicurezza.
Sono vere entrambe le accuse. E, poiché queste sono verità sull’attuale governo (Lega-Cinquestelle), capite perché andiamo così male.