In fondo Genova, patria di Beppe
Grillo, con il crollo del ponte sta avendo la decrescita tanto cara al fondatore del Movimento Cinquestelle. Meno
strade inquinanti, meno attività del porto, tanta aria pulita, più silenzio, meno
rumori… Ma non so se sarà felice.
domenica 19 agosto 2018
venerdì 17 agosto 2018
Gli odiatori
Sono di moda gli odiatore, gli haters. Insultano, criticano, si
arrabbiano, condannano; e non sono capaci né di una critica costruttiva né di
un ragionamento positivo.
Per esempio, dalle sue reazioni
rabbiose alla caduta del ponte di Genova viene fuori il carattere da odiatore
di Di Maio. Vuole trovare un nemico da incolpare e condannare. Ma non pensa a
come rimediare, a come risolvere il problema in fretta.
Come tutti i Cinquestelle, non vuole
risolvere nulla, non vuole costruire nulla. Solo distruggere e odiare.
Dovrebbero stare solo all’opposizione.
Purtroppo gli italioti li hanno portati al governo.
giovedì 16 agosto 2018
Sotto una cattiva stella (anzi sotto cinque)
Le sciagure, i disastri e le tragedie
in questo paese non hanno mai fine. No, l’Italia non è nata sotto una buona
stella. Non fa a tempo a crollare un ponte che arriva la nuova scossa di
terremoto. E così via. Ma la sciagura peggiore resta aver portato al governo un
partito che è contrario alle grandi opere. Come è evidente, c’è invece bisogno
di nuove infrastrutture. Se qualche anno fa avessero fatto la Gronda, cui si è
opposto il Movimento e Grillo in persona, ora i genovesi non sarebbero tanto
disperati.
Adesso come faranno i Cinquestelle a
gestire la ricostruzione del ponte crollato? Dovranno sottoporlo ad un’analisi
costi-benefici? Rinvieranno tutto come al solito? O Grillo verrà a dirci che
questa è una decrescita felice?
Il ponte Morandi è crollato
semplicemente perché negli ultimi decenni il traffico è aumentato a dismisura e
ci sarebbe bisogno di nuove autostrade. Ma lo stile dei Cinquestelle, ben
visibile a Roma, è non fare nulla.
mercoledì 15 agosto 2018
Il paese dei crolli
Il paese dei crolli è il paese dell’imprevidenza.
Essere imprevidenti significa non pensare mai al domani, non programmare nulla,
vivere alla giornata. Significa anche votare alle elezioni per partiti che non
vogliono costruire nulla di nuovo, che si oppongono ad ogni grande opera, che
vogliono farci camminare non su ponti e strade, ma su tratturi per pecore.
Adesso, a Genova, hanno raggiunto il loro scopo: dopo essersi opposti per anni con
il movimento “No Gronda” alla costruzione di una utilissima bretelle
autostradale che oggi sarebbe un’alternativa al ponte crollato, potranno
finalmente far spostare i cittadini su calessi trainati da asini come loro.
Ma la cosa più intollerabile di tutte
queste sciagure sono le interminabili trasmissioni televisive - interruzione
dei programmi normali, ore e ore di trasmissioni inconcludenti e ripetitive e, soprattutto,
le passerelle dei politici che arrivano trafelati per farsi pubblicità e non
dire nulla.
martedì 14 agosto 2018
L'attacco al diritto di aborto
Come avevo previsto, non è passato
molto tempo perché arrivasse l’attacco all’aborto. “Via l’aborto! L’Italia
segua la via dell’Argentina!” grida il senatore Pillon della Lega.
Di nuovo c’è il modello Argentina, dove
i clerico-fascisti, guidati da Papa Francesco, sono riusciti ad affossare la legge
sull’aborto. I sedicenti “difensori della vita” difendono i feti , ma ammazzano
le madri. Da buoni fascisti, vogliono imporre obbligatoriamente i figli alle
madri.
Purtroppo, l’Argentina non è un bel
modello per l’Italia. A parte i diritti civili negati alla popolazione, a parte
i fascistoidi al potere, a parte il dominio papalino, l’economia va a rotoli e
l’inflazione distrugge il potere d’acquisto. Infatti ogni regresso in campo
civile si paga con un regresso in campo economico.
domenica 12 agosto 2018
Politica e religione
Ci
saranno anche uomini di destra laici, ma non si sentono mai. Si sentono solo le
sparate dei clerico-fascisti, come Fontana (ministro della famiglia!) e Salvini
(ministro di tutto e futuro leader della destra).
Come mai questa attrazione fatale tra
destra e religione? La verità è che è molto facile per un politico di destra
schiacciarsi sulle posizioni della Chiesa; si trova per così dire la pappa
fatta. Si trova già infatti un sostegno ideologico per il paternalismo (Salvini
per esempio si presenta come un buon papà), il tradizionalismo, l’autoritarismo,
il conservatorismo, l’odio per i diritti civili e la struttura gerarchica.
L’uomo di destra non deve pensare più
niente: basta che adotti le categorie assolutiste e dogmatiche del
cattolicesimo, dove tutto viene dall’alto e il popolo deve solo ubbidire al capo,
al signore, a chi comanda, al Dio. Anche in campo familiare è già tutto
prescritto: il maschio (immagine del Dio Padre) comanda e la donna subisce. Si
condannano aborto, divorzio e contraccezione. Si perseguitano omosessuali e
diversi.
Così si spiega questo osceno connubio
tra politica e religione, tra Stato e Chiesa, rivolto a schiacciare ogni liberalismo,
ogni indipendenza, ogni autonomia dell’individuo. Credere, ubbidire e
combattere per Dio, per lo Stato e per la Chiesa. Non criticare mai. Non
pensare mai con la propria testa. Il capo ha sempre ragione.
È più o meno lo schema che applicano
tutte le dittature, anche in campo musulmano o ebraico. Erdogan per esempio ha
appena detto rivolgendosi agli americani: “Loro hanno i soldi, noi abbiamo
Allah”.
Purtroppo per loro, le religioni di cui
si servono non hanno il minimo fondamento e l’accentramento dei poteri porta
ben presto ad una crisi economica. Perché, quando si conculcano le libertà
individuali, la vita sociale, politica ed economica si isterilisce e questi
paesi finiscono in una miseria autarchica, mummificati dal loro stesso
conservatorismo e dalla loro visione paranoica del mondo.
sabato 11 agosto 2018
La star della Rete
Ma Salvini che cos’è? Una star della Rete? Uno di quelli che
è sono importanti perché stanno sempre sui mass media?
Che ci frega di vederlo al mare, di vederlo in compagnia
della sua fidanzata, di vedere i suoi tuffi in piscina, di vederlo che mangia, di
vedere le sue cicce sovrabbondanti?
Questa sembra essere la nuova politica. Stare in Rete o in
televisione tutto il giorno per farsi vedere. E perché decide tutto lui? Chi è?
Il nuovo Mussolini?
La politica confusa con la pubblicità, con l’auto-promozione.
Tiri fuori piuttosto i cinquanta milioni di rimborsi che la
Lega si è fregata. E tiri fuori qualche progetto serio per far aumentare i posti di lavoro. Per ora ha fatto solo
esibizioni.
Vogliamo vedere anche Di Maio in costume da bagno! Se no,
non conta niente.
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