domenica 31 gennaio 2016

La scuola "laica"

“Una festa islamica in tutte le scuole” propone il cardinale Scola a Milano. Ecco dove ci porta l’aver introdotto la religione nelle scuole, la non separazione tra Stato e Chiesa.

Oggi abbiamo i preti, domani i mullah. Contenti?

La Bella addormentata

Non se vi è capitato la domenica mattina di accendere la radio o la televisione e di essere investiti dalla cerimonia della Messa. Poiché gli italiani non vanno più a Messa, lo Stato e la Chiesa hanno pensato bene di portare la Messa nelle case degli italiani.
Ma quello che colpisce nella Messa cattolica è la ripetitività delle formule stereotipate, tanto da capire benissimo perché Freud avesse definito la religione con i suoi rituali “la nevrosi ossessiva dell’umanità.”

All’indomani di una manifestazione romana che ha visto preti e suore affollare le piazze per negare il riconoscimento dei diritti civili alle unioni di fatto e alle coppie omosessuali, ci è chiaro perché l’Italia, capitanata da simile gente, sia come la Bella addormentata della favola omonima - un paese sempre arretrato che non vuole svegliarsi dal suo lungo sonno.

lunedì 25 gennaio 2016

Gli oscurantisti

Il film “50 sfumature di grigio” in prima serata su canale 5, e il Moige (Movimento italiano genitori cattolici) che cosa fa? Protesta e invita ad oscurare la trasmissione.

D’altronde, gli oscurantisti svolgono proprio questa funzione: oscurare.

La negazione dei diritti umani

Il Papa e Bagnasco sono all’attacco per negare i diritti al riconoscimento alle coppie omosessuali e fanno di tutto per interferire nella politica italiana.
Dicono che i figli hanno il diritto ad avere un padre e una madre.
Il fatto è che questi vecchi individui - e tutti i loro seguaci - sono ancora legati alla dimensione fisica. Da buoni preti, non capiscono nulla di legami psicologici, che non hanno niente a che fare con la fisiologia del corpo umano. Da buoni preti, ignorano la dimensione spirituale delle relazioni umane.

Spero che ormai tutti vedano il vero volto oscurantista di Papa Francesco e della Chiesa.

sabato 2 gennaio 2016

I controllori d'Italia

L’Osservatore Romano, che non la smette di “osservare” i fatti altrui, ha duramente attaccato la trasmissione di Rai 1 della notte di Capodanno, dove è apparsa una bestemmia su un sms, scrivendo che “l'episodio mostra come la televisione, pubblica o privata che sia, per acquisire una dimensione social a tutti i costi rischi di divenire uno strumento fuori controllo. Con l'alibi dello share".
Qui si dimostra come l’ossessione del Vaticano sia controllare le trasmissioni delle televisioni italiane, cosa che del resto ha sempre fatto del tutto illecitamente.
E i dirigenti della Rai, sempre proni alle direttive della Chiesa, che cosa hanno fatto? Hanno sospeso il responsabile.

Invece delle bestemmie, occupiamoci della sostanza dei programmi televisivi. Se qualcuno dovesse giudicare gli italiani dai programmi televisivi natalizi, tutti approvati dai preti, concluderebbe che questo è un paese di mentecatti.

domenica 27 dicembre 2015

La farsa del potere

Dire che questa è la società dello spettacolo è notare un dato di fatto. Tutti i leader, dai politici al Papa, stanno ogni giorno in televisione a ballare e cantare e a raccontarci balle.
Che il potere sia semplice rappresentazione, gesto e parola è più che evidente, ed è un’antica faccenda, una quasi nobile pagliacciata. Chi comanda, forse, non si rende conto dello spettacolo velleitario e penoso che offre a chi non cede alla propaganda e guarda queste scene come parte di una carnevalata. I potenti si riuniscono in vertici, prendono decisioni e soprattutto parlano parlano…
È sempre stato così. E non cambia mai niente: i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sono sempre più poveri. E che ne è dei provvedimenti contro l’innalzamento delle temperature? Enzo Bianchi, priore di Bose, dice che tutti i governi sono inginocchiati al mercato. Sì, anche la Chiesa.
Però il problema è che oggi, come scrive “Critica liberale”, questa non è più la società dello spettacolo, ma dell’avanspettacolo.

Siamo cioè precipitati da una rappresentazione fittizia ad un’esibizione farsesca, che non solo non aiuta nessuno, ma, non decidendo nulla di significativo, fa danni.

giovedì 17 dicembre 2015

I familisti

Sappiamo che l’italiota è un familista per definizione. Non si muove da solo, ma in gruppo. E il suo gruppo di base è la famiglia.
Così, quando è in una posizione di potere, favorisce smaccatamente i familiari, gli amici, le mogli, le amanti, le persone del suo giro sociale, e se ne frega di tutti gli altri, che sente come estranei se non come nemici.
Forse non c’è un politico in Italia che non faccia affari in questo modo. Indifferente a questioni di merito e di competenza.
Perfino le banche lavorano così: concedono prestiti non in base a criteri oggettivi, ma in base a criteri del tutto soggettivi. Favoriscono i familiari, gli amici, gli amici degli amici, gli amici del partito o gli amici del movimento di cui fanno parte - politico, religioso, massonico, mafioso, ecc.
Ma, con questi criteri, non si va lontano. E, prima o poi, arriva la crisi.
Come fare ad uscire da questa primitiva, obsoleta e provinciale mentalità clanica?
È difficile: dovremmo favorire una cultura del merito e dell’imparzialità. Dovremmo combattere il settarismo.
Ma la faziosità è proprio un’altra delle caratteristiche italiche.
E allora?
Forse trovare politici e amministratori… orfani.