lunedì 25 gennaio 2016

La negazione dei diritti umani

Il Papa e Bagnasco sono all’attacco per negare i diritti al riconoscimento alle coppie omosessuali e fanno di tutto per interferire nella politica italiana.
Dicono che i figli hanno il diritto ad avere un padre e una madre.
Il fatto è che questi vecchi individui - e tutti i loro seguaci - sono ancora legati alla dimensione fisica. Da buoni preti, non capiscono nulla di legami psicologici, che non hanno niente a che fare con la fisiologia del corpo umano. Da buoni preti, ignorano la dimensione spirituale delle relazioni umane.

Spero che ormai tutti vedano il vero volto oscurantista di Papa Francesco e della Chiesa.

sabato 2 gennaio 2016

I controllori d'Italia

L’Osservatore Romano, che non la smette di “osservare” i fatti altrui, ha duramente attaccato la trasmissione di Rai 1 della notte di Capodanno, dove è apparsa una bestemmia su un sms, scrivendo che “l'episodio mostra come la televisione, pubblica o privata che sia, per acquisire una dimensione social a tutti i costi rischi di divenire uno strumento fuori controllo. Con l'alibi dello share".
Qui si dimostra come l’ossessione del Vaticano sia controllare le trasmissioni delle televisioni italiane, cosa che del resto ha sempre fatto del tutto illecitamente.
E i dirigenti della Rai, sempre proni alle direttive della Chiesa, che cosa hanno fatto? Hanno sospeso il responsabile.

Invece delle bestemmie, occupiamoci della sostanza dei programmi televisivi. Se qualcuno dovesse giudicare gli italiani dai programmi televisivi natalizi, tutti approvati dai preti, concluderebbe che questo è un paese di mentecatti.

domenica 27 dicembre 2015

La farsa del potere

Dire che questa è la società dello spettacolo è notare un dato di fatto. Tutti i leader, dai politici al Papa, stanno ogni giorno in televisione a ballare e cantare e a raccontarci balle.
Che il potere sia semplice rappresentazione, gesto e parola è più che evidente, ed è un’antica faccenda, una quasi nobile pagliacciata. Chi comanda, forse, non si rende conto dello spettacolo velleitario e penoso che offre a chi non cede alla propaganda e guarda queste scene come parte di una carnevalata. I potenti si riuniscono in vertici, prendono decisioni e soprattutto parlano parlano…
È sempre stato così. E non cambia mai niente: i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sono sempre più poveri. E che ne è dei provvedimenti contro l’innalzamento delle temperature? Enzo Bianchi, priore di Bose, dice che tutti i governi sono inginocchiati al mercato. Sì, anche la Chiesa.
Però il problema è che oggi, come scrive “Critica liberale”, questa non è più la società dello spettacolo, ma dell’avanspettacolo.

Siamo cioè precipitati da una rappresentazione fittizia ad un’esibizione farsesca, che non solo non aiuta nessuno, ma, non decidendo nulla di significativo, fa danni.

giovedì 17 dicembre 2015

I familisti

Sappiamo che l’italiota è un familista per definizione. Non si muove da solo, ma in gruppo. E il suo gruppo di base è la famiglia.
Così, quando è in una posizione di potere, favorisce smaccatamente i familiari, gli amici, le mogli, le amanti, le persone del suo giro sociale, e se ne frega di tutti gli altri, che sente come estranei se non come nemici.
Forse non c’è un politico in Italia che non faccia affari in questo modo. Indifferente a questioni di merito e di competenza.
Perfino le banche lavorano così: concedono prestiti non in base a criteri oggettivi, ma in base a criteri del tutto soggettivi. Favoriscono i familiari, gli amici, gli amici degli amici, gli amici del partito o gli amici del movimento di cui fanno parte - politico, religioso, massonico, mafioso, ecc.
Ma, con questi criteri, non si va lontano. E, prima o poi, arriva la crisi.
Come fare ad uscire da questa primitiva, obsoleta e provinciale mentalità clanica?
È difficile: dovremmo favorire una cultura del merito e dell’imparzialità. Dovremmo combattere il settarismo.
Ma la faziosità è proprio un’altra delle caratteristiche italiche.
E allora?
Forse trovare politici e amministratori… orfani.


lunedì 30 novembre 2015

La guerra del crocefisso

In Italia si riaccende la guerra del crocefisso. Un preside di una scuola di Rozzano ha osato eliminare presepe e crocefisso per rispetto della laicità della scuola ed ecco che si presentano esponenti della destra con in mano presepi e crocefissi, entrano nelle classi mente si svolgono le lezioni e fanno propaganda politica.
Sarebbe ora che i nostri bambini fossero lasciati crescere senza questa propaganda politico-religiosa. Se un giorno entrassero musulmani con in mano la mezzaluna, che cosa diremmo?
La scuola dovrebbe essere laica sul piano politico e sul piano religioso, e non vi dovrebbero entrare né simboli religiosi né politici populisti.
Chi difenderà i nostri figli da chi li vuole condizionare in questo modo spudorato? Lasciamo che si formino da soli un loro giudizio, senza costringerli ad adottare un’ideologia precostituita.

Il rispetto per i bambini – ecco che cosa manca in questo paese.

lunedì 23 novembre 2015

La natura del potere religioso

Non c’è una religione migliore o più buona delle altre. In quanto religioni organizzate, sono tutte ugualmente violente e pronte ad essere intolleranti: islam, cristianesimo, giudaismo, induismo, buddhismo, ecc.
Quando uno Stato abbraccia ufficialmente una religione, state tranquilli che diventa autoritario.
Guai ai paesi in cui alla religione viene dato il potere temporale. Diventano teocrazie mostruose.
Guai a far uscire la religione dall’ambito privato e farla arrivare al potere politico.
Si raccontano tante sciocchezze, per esempio che il cristianesimo sia all’origine del riconoscimento dei diritti universali dell’uomo. Ma quando mai? I diritti dell’uomo sono nati dall’Illuminismo e stati strappati al totalitarismo religioso, che li ha sempre avversati.
Guai alle religioni dei sacerdoti, che diventano macchine di privilegio e di indottrinamento forzoso e sistematico. Gesù non era un sacerdote, Maometto non era un sacerdote, Mosè non era un sacerdote…
In Italia, Papa Francesco viene sbandierato ogni momento nei giornali, nei telegiornali e nei giornali radio come se fosse la bandiera della tolleranza, della mitezza, della moderazione e della democrazia. Ma provate a chiedergli il riconoscimento di certi diritti fondamentali, che non sono ancora stati accettati per l’opposizione della Chiesa (unioni civili, fecondazione eterologa, eutanasia, matrimoni omosessuali, ecc.) e vedrete saltar fuori la sua vera natura, la vera natura del sacerdote, di ogni sacerdote.

D'altronde, come dice bene oggi Ezio Mauro e come rivela bene la recente fuga di notizie ad opera di due giornalisti, in Vaticano non c'è neppure la libertà di stampa.


Non esiste una religione libertaria. Ciò che è basato sulla fede, sulla tradizione, sui dogmi e sull’istituzione di una casta vuole imporre, non lasciare libertà di scelta.

giovedì 12 novembre 2015

Preti affaristi

Si scoprono gli altarini – è il caso di dirlo. Sempre più prelati, abati, cardinali, monsignori e parroci vengono colti ad utilizzare i soldi della beneficenza per comprarsi appartamenti, vestiti, viaggi, mobili, droga o, più semplicemente, per far denaro. Eh, sì: mentre il Papa predica una Chiesa povera, si moltiplicano gli esempi di gente che, persa ogni fede, si serve della religione per far carriera e per arricchirsi.
Niente di nuovo. La Chiesa è sempre stata così.
Del resto, in un ambiente – quello italiano – in cui la corruzione è diffusa e l’onestà è un’eccezione, volete che la Chiesa sia immune e pura?

Il problema, semmai, è di capire quale sia la causa e quale l’effetto. La Chiesa è corrotta perché vive in un’Italia corrotta o l’Italia è corrotta perché è dominata da una Chiesa corrotta?