sabato 4 aprile 2015

Riti pasquali

In questi giorni di Pasqua, tra riti religiosi e riti calcistici non so cosa sia più alienante. Il solito conformismo radio-televisivo ce li ammannisce senza risparmio.

In fondo tali riti svolgono la stessa funzione: distrarre l’attenzione degli italioti da quanto sono tartassati e turlupinati da Stato e Chiesa, in questo sempre solidali.

giovedì 2 aprile 2015

L'Expo delle meraviglie

Ho paura che l’Expo di Milano sarà l’esposizione della cialtroneria italica. Siamo a tre settimane dall’inaugurazione e quasi niente è pronto.
Si dimostra che la crisi italiana è una crisi di sistema – è la crisi di tutto un popolo. Abbiamo già dato uno spettacolo penoso della nostra incapacità a realizzare grandi opere, ad assumerci impegni, a rispettare le scadenze, a organizzarci per tempo, a fare qualcosa senza rubare. È l’intera Italia che è così.

Abbiamo avuto anni per organizzarci, ma abbiamo perso tempo a litigare in beghe politiche, amministrative e burocratiche. È lo specchio della vita sciale di questo paese. Adesso ci scapicolliamo per chiudere i lavori all’ultimo istante. E stiamo comprando grandi paraventi per nascondere le opere incompiute. Sì, per nascondere la nostra vergogna.

mercoledì 1 aprile 2015

Sante esenzioni

Come avevamo ampiamente previsto, è stato raggiunto un accordo fra Stato e Chiesa, secondo cui il Vaticano non pagherà mai un euro di tasse sugli immobili. Si stabilisce infatti che saranno esentati gli immobili “destinati esclusivamente allo svolgimento, con modalità non commerciali, di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di religione o di culto”.
Una presa in giro. Perché il Vaticano non dichiarerà mai che un suo immobile non rientra in una di queste attività.
Pagheremo noi anche per le immense proprietà della Chiesa.
Felici?

Eppure, l’intera religiosità cattolica si basa, come ho mostrato in precedenza, su un rapporto “commerciale” con il suo presunto Dio. Dare e avere, premi e castighi, investimenti in buone azioni, ricompense, sconti di pena, acquisizioni di meriti, amministrazioni oculate, frutti, ecc. Non stiamo per celebrare l’ennesima vendita delle indulgenze?

La guerra degli italioti

Gli italioti, sempre pronti a credere nelle scorciatoie facili, s’illudono che basti una legge per risolvere il problema della corruzione. Ma, come ci ricordano gli storici e i sociologi, il familismo, il clientelismo e la mentalità mafiosa – favoriti da una cultura cattolica che non rispetta lo Stato e non responsabilizza i credenti - non sono nati ieri: hanno almeno qualche secolo.
Anche se noi italiani non amiamo la verità, diciamo le cose come stanno: la guerra contro le corruzioni e le mafie l’abbiamo perduta. Ed è stata perduta perché non abbiamo avuto la volontà di vincerla.

Evidentemente, il torbido, il malaffare e la zona grigia fra legalità e illegalità ci piacciono. È un’acqua sporca dove molti navigano benissimo.

venerdì 27 marzo 2015

Le unioni civili e gli incivili

Ci risiamo. Non appena si parla di unioni civili, e in realtà ogni volta che si tenta di cambiare qualcosa nel nostro ordinamento civile, arriva implacabile la condanna della Chiesa - che in genere blocca tutto nel nostro pavido e ignorante Parlamento.
Come negare che la Chiesa sia per l’Italia la principale palla al piede, la più grande forza reazionaria, ciò che impedisce al paese ogni mutamento?

Chi ha nel suo seno una forza del genere, e non solo ne ha paura ma anche la esalta in ogni giornale e telegiornale, e introduce perfino i suoi ministri nella scuola pubblica, ha scarse possibilità di progresso.
Non è un caso se proprio l'Italia, tra i paesi europei, sia il più arretrato.

giovedì 26 marzo 2015

Un primato italico

Un primato in Europa lo abbiamo. Sì, abbiamo una percezione di essere corrotti che raggiunge il 90 per cento.
Purtroppo, non è solo una percezione. È la realtà.
Un ministro dice che chi ruba denaro pubblico tradisce il paese. È vero.

Ma allora, processiamolo per alto tradimento. Perché mai questa legge sulla corruzione fa tanta fatica ad andare avanti e perché non commina pene esemplari? Chi dobbiamo tutelare?

mercoledì 25 marzo 2015

Il Giubileo

È dai tempi di Lutero che si manda avanti questo obbrobrio: il commercio delle indulgenze.
I fedeli credono che, facendo un viaggetto a Roma e dando un po’ di soldi alla Chiesa, potranno avere sconti di pena. Comoda la vita per un cattolico, tra preti che assolvono i peccati e denaro che abbrevia le pene. Peccato che in questo modo la sua coscienza si atrofizzi.
Per il cattolico, tutto si compra e si vende, anche la salvezza eterna. Egli non ha nessun rapporto con Dio, ma sempre e soltanto con mediatori interessati.

E poi ci lamentiamo che la nostra società sia così corrotta. Ma questa mentalità "religiosa" è l’essenza della corruzione.