domenica 13 gennaio 2019

Uno strano partito


Certo il Movimento Cinquestelle è veramente strano. Al di là del reddito di cittadinanza è contrario ad ogni attività. Non vuole il Tap, non vuole la Tav, non vuole le grandi opere, non vuole le trivelle, non vuole neppure riempire le buche a Roma. Ha il terrore che si faccia qualcosa.
Che cosa vuole nessuno lo sa. Vuole fermare tutto. Vuole la decrescita, vuole la decadenza, vuole il ritorno al passato.
La gente lo ha votato perché aspirava al sussidio statale (senza fare nulla), ma non ha tenuto conto dell’altra faccia di questo partito: il blocco di ogni attività.
Un Movimento che non si muove, un Movimento immobile. L’unico al mondo. E ce l'abbiamo noi!

venerdì 11 gennaio 2019

L'illuminazione di Beppe Grillo


Siamo lieti che anche Beppe Grillo abbia firmato il “Patto trasversale per la scienza”: meglio tardi che mai. Ma se non l’avesse firmato? È possibile che un ex-comico possa bloccare o comunque intralciare la ricerca scientifica in un intero paese? Purtroppo sì. Chiunque, purché dotato di popolarità e di potere politico, può fare lo stesso. Pensiamo ai Papi.
Il problema è che nel nostro paese la mentalità scientifica, basata su ipotesi, teorie e verifiche sperimentali, viene ostacolata da un blocco notevole di ignoranza e di superstizione. Si pensi solo che noi abbiamo introdotto nelle scuole l’indottrinamento da parte di una religione che non ha alcun fondamento e che si insegna cose manifestamente sbagliate. Si insegna, nelle scuole e sui mass-media statali, che esiste un Dio onnipotente e una Chiesa da lui voluta, e che questo Dio avrebbe mandato suo “figlio” sotto forma di un uomo, nato da donna vergine, che sarebbe stato crocifisso e poi risorto dopo tre giorni.
E non si afferma che è un mito. No, si dice che è la pura verità.
Stando così le cose, è già un miracolo che in Italia ci sia uno straccio di ricerca scientifica e che non tutti subiscano il lavaggio del cervello organizzato congiuntamente dallo Stato e dalla Chiesa per rimbambire il popolo.

Eutanasia all'italiana


È morto l’immunologo Fernando Aiuti, pioniere della lotta all’Aids. È “caduto” dalla tromba delle scale di un ospedale dove era ricoverato per una grave malattia. Così abbiamo un’altra vittima dell’eutanasia all’italiana, ossia della mancanza di coraggio dei nostri parlamentari che, per paura della Chiesa, non vogliono provvedere ad una legge sull’eutanasia.
Ecco dunque l’eutanasia all’italiana. Sì, buttarsi nella tromba delle scale o dalla finestra. Paese civile, il nostro.

giovedì 10 gennaio 2019

Le sceneggiate della politica


Povero Salvini. Fa quasi pena. Era l’unico che avesse una linea precisa di condotta per evitare sbarchi illegali di africani. Ma subito è stato stoppato. In Italia non c’è mai una posizione ferma. Tutto è instabile e contraddittorio. La fermezza non rientra nel nostro carattere. Subito entra in campo il dubbio, il ripensamento e il tradimento. E così anche Salvini è stato tradito.
È la solita sceneggiata. Prima entra in campo Di Maio, poi Fico, poi il Presidente della Repubblica e infine il Papa. E tutto va a schifio. Come in questo caso dei cinquanta emigranti fermi davanti a Malta.
Ancora una volta abbiamo dato prova di essere dei pappamolla, di non poter sostenere a lungo nessuna posizione ferma.
Fino alla prossima occasione, dove si ripeterà tutto uguale. E gli altri ci disprezzano e se ne approfittano. Alla fine ci dobbiamo rimangiare tutto. I soliti italiani, deboli in tutto.
I tedeschi per esempio adorano l’Italia, ma disprezzano gli italiani. Sanno che sono dei voltagabbana, privi di una solida concezione etica.
Tutti ci ammirano per il nostro Rinascimento e per le nostre opere d’arte. Ma ci si dimentica di aggiungere che furono volute da una Chiesa ricchissima e potente, che usava le opere d’arte per meglio diffondere le proprie visioni del mondo e della morale.
Certo si tratta di opere dell’esteriorità, dell’apparenza. Ma quando si gratta l’esteriorità che cosa rimane? Un grande ignoranza, luoghi comuni, rituali insensati, superstizioni.
È difficile dire se il carattere italiano hanno influenzato la Chiesa o se la Chiesa abbia forgiato il carattere italiano. Ma, comunque sia, il risultato è la corruzione, la disonestà, l’ipocrisia, il continuo tradimento di sé e degli altri.
Un popolo infantile, un popolo di clown che recitano sceneggiate, senza sostanza, senza avere un principio etico. L’eterna commedia italiana dell’arte, dove non ci sono veri uomini dignitosi, ma maschere e macchiette.
Salvini, Di Maio, il Papa, Grillo…

lunedì 7 gennaio 2019

La politica della decrescita


Procede a gonfie vele la politica dei Cinque Stelle per far decrescere l’Italia. Si calcola che il blocco da giugno delle grandi opere abbia già provocato la perdita di quasi cinquecentomila posti di lavoro e la crisi delle più importanti società del settore. Si preferisce buttare soldi in assistenza pubblica (che non produce nulla se non debiti) piuttosto che dare l’avvio ad opere che creerebbero centinaia di migliaia di veri posti di lavoro.
I Cinque Stelle, ispirati da Grillo (che ha sempre fatto il comico) e da Di Maio (che non ha mai lavorato in vita sua), sono animati da una vera e propria volontà di immobilismo. Guai a costruire qualcosa. Guai a produrre qualcosa. Hanno tentato di bloccare il TAV in Puglia (che ci deve portare gas) e adesso bloccano le trivelle nel Mar Ionio, come se la scoperta di giacimenti di gas o di petrolio, fosse una sciagura.
Quanto ci vorrà perché il paese si fermi del tutto?

martedì 1 gennaio 2019

I viziosi


Il Papa critica sempre gli altri. È come quelli che vedono la pagliuzza negli occhi altrui ma non la trave nei propri. Per esempio, oggi dice: “I vizi della politica sono la vergogna della vita pubblica!”
D’accordo. Ma anche i vizi della Chiesa!

L'epuratore


Di Maio ha una strana idea della democrazia. Non appena qualche suo parlamentare avanza una critica, lo espelle.
In effetti, il nuovo Masaniello di Napoli se ne va in giro con aria minacciosa. È come se dicesse: “Qui comando io e chi dissente lo caccio!”
Anzi, secondo lui, sono le opposizioni che rappresentano un attacco alla democrazia!
Insomma, tra Di Maio, Salvini, che se ne va in giro già vestito da generale cileno, e il Papa, che doveva essere un grande riformatore ed è diventato un grande conservatore, l’Italia è messa molto male. Tempi poco democratici ci aspettano.