mercoledì 17 ottobre 2018

L'imbroglio dei farmaci generici


Se abitate in Lombardia e andate in farmacia a comprare un farmaco che fino a ieri era gratis, ora vi costerà anche quindici euro. Come mai? Perché si vogliono favorire i farmaci generici che costano di meno. Sì, costano di meno, ma valgono anche di meno. È vero che contengono lo stesso principio attivo, ma non hanno gli stessi effetti. Ci sono infatti differenze negli eccipienti e nelle tecniche di rilascio. Domandate a medici e farmacisti.
Quindi, anche se avete una malattia grave, dovrete comprare un farmaco che vi cura di meno o che vi provoca allergie. Altrimenti dovrete sborsare parecchi soldi. E se uno il soldi non ce li ha? Sta peggio o muore. Che importa al servizio sanitario?
Ecco un esempio di come siamo governati. Dopo aver fatto tanti debiti per favorire condoni fiscali o pagare redditi di cittadinanza, dobbiamo risparmiare su tutto. E naturalmente pagheranno i soggetti più deboli, quelli poveri e magari malati che a parole i populisti dicono di voler aiutare.
Aspettiamoci di dover sborsare sempre più soldi per colmare la voragine di debiti che i nostri governanti hanno fatto per poter incantare i cittadini più sprovveduti ed essere rieletti alle prossime elezioni.

domenica 14 ottobre 2018

La volontà popolare


Ogni tanto sento ripetere che se una cosa la vuole una maggioranza di elettori, per esempio il 60 per cento, quella cosa sia giusta.
Ma anche il 60 o l’80 per cento possono sbagliare. Anche il 99,99 per cento. Può darsi che pochi vedano giusto e molti non sappiano ragionare. Può darsi che i più si lascino condizionare da false promesse o da sottili truffe.
Non è questa la lezione della storia?

sabato 13 ottobre 2018

La situazione italiana


Per spiegare la situazione politico-economica dell’Italia, farò l’esempio di un individuo pieno di debiti che, anziché trovarsi un lavoro e cercare di guadagnare di più, chiede un altro prestito. E che cosa se ne fa?
Va a giocarselo al casino sperando di vincere e di ripianare finalmente i debiti passati e quelli nuovi.
Voi dite che ce la farà? O che finirà fallito e che nessuno gli presterà più un centesimo?

venerdì 12 ottobre 2018

Le proteste contro il governo


Le proteste degli studenti contro il governo, dove si sono bruciati i manichini di Salvini e Di Maio, sono solo un piccolo anticipo di quello che succederà tra breve quando gli italiani si accorgeranno che dovranno pagare di persona la mirabolante manovra in deficit di questi due partiti. Per finanziare i loro folli propositi, volti a conquistare il consenso dei più sprovveduti ma non a migliorare la situazione dell’Italia, si dovranno tagliare la scuola, la sanità, le pensioni, la difesa, le spese dello Stato e i conti correnti privati. Allora scoppierà la rivolta.
Così vanno le cose quando si fanno promesse velleitarie che non possono essere mantenute. Ben presto gli italiani si accorgeranno del raggiro. Ma bisognava pensarci prima e capire il tipo di truffa che si stava preparando.
Perché gli italiani sono sempre pronti a correre dietro a ogni imbroglione che promette loro soluzioni prodigiose? Perché, condizionati dalla religione, credono ancora nei miracoli e si aspettano tutto da qualche salvatore. E il salvatore regolarmente li truffa.

giovedì 11 ottobre 2018

I due ducetti


Il ducetto della Lega vuole che Cristina Parodi sia licenziata dalla Rai solo perché ha detto che il successo della Lega è dovuto all’arrabbiatura della gente, alla paura e all’ignoranza. Sacrosante verità.
Sappiamo che ai dittatorelli non piace la critica giornalistica. E vorrebbero poter chiudere i giornali di opposizione.
Ma quanto ci vorrà prima che i due presuntuosi incompetenti che ci governano facciano fallire l’Italia? Non molto. Siamo già alla fine.
Deficit eccessivo, indebitamento, ignoranza economica, incapacità personale e declassamento internazionale stanno facendo crollare i conti pubblici. E presto tutti gli italiani saranno costretti a dolorosi sacrifici.
Allora gli elettori che hanno votato i due partiti si accorgeranno di essersi sbagliati. E la loro rabbia salirà ancora di più.
Credete che questa gente sarà in grado di ricostruire il ponte di Genova? Figuratevi l’Italia.

lunedì 8 ottobre 2018

L'eredità religiosa


A Verona il consigliere comunale della Lega, che definisce l’aborto un “delitto abominevole” e che cita il modello della Russia di Putin, e la consigliera del Pd ultracattolica hanno votato insieme approvando una mozione anti-aborto. Il che dimostra che la fede religiosa precede la fede politica. Ecco perché i cattolici vogliono ad ogni costo mantenere l’insegnamento della loro religione nelle scuole. Si tratta di un condizionamento che dura a lungo, talvolta tutta la vita.
Ora, ognuno ha il diritto di pensarla come vuole sull’aborto (posizione laica). Ma tra una posizione laica e una religiosa c’è un abisso. La legge sull’aborto non costringe nessuno ad abortire, dunque è una legge civile e liberale. La fede religiosa, invece, non vuole lasciare scelta, vuole costringere tutti ad un unico atteggiamento, dunque è autoritaria e illiberale.
Quando l’autoritarismo religioso si sposa con l’autoritarismo politico, è la fine della democrazia e della libertà: non c’è più possibilità di scelta. Tutto viene imposto in base ad un pensiero unico che è quello della Chiesa. E si ritorna al Medioevo.
Guardiamoci da questa commistione fra religione e politica che porta sempre a una dittatura. Probabilmente molti italiani, allevati nella cultura cattolica, vogliono tornare al Medioevo (o semplicemente al ventennio fascista), perché non vogliono né pensare con la loro testa né assumersi delle responsabilità. Aspettano che sia qualche autorità – politica ma certamente d’accordo con i capi della Chiesa - a dir loro che cosa pensare e che cosa fare.
È questo il seme velenoso del cattolicesimo.

sabato 6 ottobre 2018

La fine della povertà


Nessuno l’aveva capito, ma è così semplice. Per cancellare la povertà, basta dare uno stipendio a tutti! Trovata geniale di Di Maio, un uomo che, senza aver mai studiato e lavorato, ha concepito questa brillante idea.
Già, ma dove vengono i soldi? Anche questo è semplice: basta fare debiti… in un paese come l’Italia già pieno di debiti. Qualcuno pagherà.
E così quest’uomo geniale ha risolto il problema della povertà.
Speriamo solo che, per stipendiare sei milioni di poveri, non debbano impoverirsi tutti gli altri.
La logica economica direbbe che, per risolvere il problema della povertà, si dovrebbe trovare il lavoro ai sei milioni di disoccupati, non distribuire a pioggia sussidi. Questa era ancora la vecchia idea di Renzi con i suoi 80 euro. E non ha funzionato.