giovedì 13 settembre 2018

L'Italia in decrescita


La produzione industriale è in diminuzione? I Cinquestelle esultano, perché il loro programma è la decrescita. Tant’è vero che cercano di diminuire l’orario dei supermercati – così decrescerà anche il commercio.
Mi dispiace per i genovesi (che d’altronde hanno dato vita proprio a Grillo), ma, con questo governo non vedranno mi ricostruire il loro ponte. Infatti i Cinquestelle sono contrari proprio alle grandi opere. Per loro è meglio andare in calesse.
Quando vedo Toninelli in televisione e ascolto le sue idee confuse, mi viene in mente ciò che è successo a Roma: mille polemiche, mille discussioni, mille processi, ma mai nessuna opera. Cialtroni al governo.
Così sarà per l’Italia intera.

martedì 11 settembre 2018

Il modello Putin


Salvini dice che per rimpatriare gli ottocentomila immigrati che bighellonano in Italia senza saper che fare, ci vorranno ottant’anni se non si prendono accordi con i paesi si provenienza. Bella scoperta. Lo sapevamo anche noi.
Ma era lui che si era presentato come il risolutore miracoloso del problema. Allora si dia da fare, invece di comparire ogni momento in televisione. Non a caso Di Battista afferma che Salvini è stato “pompato vergognosamente dai media”. In effetti, finora non ha fatto altro che fare propaganda elettorale. Invece è stato eletto proprio per risolvere questo problema.
Quanto a Di Maio, si è messo a fare l’autoritario e vuole distruggere quel po’ di liberalizzazione degli orari dei negozi che si era fatta in Italia. Fra poco, le nostre città torneranno nei giorni festivi ad essere quel deserto che erano negli anni ’80. Un ritorno a un cupo passato.
Attenzione al modello Putin. In Russia viene contestata la sua riforma delle pensioni e spuntano i cartelli “Putin ladro”. D’altronde le guerre costano. E chi le paga, se non i pensionati?

lunedì 10 settembre 2018

Il freno dell'Italia


L’Italia avrebbe bisogno di sviluppare ulteriormente industria e commercio, ma il signor Di Maio vuole fare esattamente il contrario: addirittura limitare gli orari di vendita dei supermercati. Un’idea stupida che diminuirà il commercio e aumenterà la disoccupazione, un ritorno ad un passato di ristrettezze.
Purtroppo il Movimento Cinquestelle nasce proprio per limitare e diminuire anziché sviluppare. Limitare gli orari, limitare le opere pubbliche, limitare le costruzioni e le ricostruzioni.
Ben presto, con l’aumento della disoccupazione e con il blocco di tante attività se ne accorgeranno anche i suoi elettori. Ma intanto l’Italia subirà danni notevoli e regredirà.

domenica 9 settembre 2018

I nuovi reazionari


Mentre tutto il mondo moderno lascia aperti i negozi giorno e notte, festivi e non festivi, da noi torna la nostalgia delle domeniche deserte, con le famigliole amorevolmente riunite intorno alla tavola, dopo essere andate alla santa messa. Una nostalgia del tempo che fu.
C’è nei Cinquestelle una vena reazionaria, provinciale e passatista, che porterà l’Italia a uscire dai circuiti della modernita e del progresso. La chiusura dei centri commerciali è una misura autoritaria che non serve a difendere il piccolo negoziante, ma farà perdere posti di lavoro e vendite ai grandi supermercati, che già sono in crisi. Visto che l’apertura era facoltativa, non dava fastidio a nessuno e permetteva a chi voleva tener aperto di guadagnare anche nei giorni festivi. Quanto ai lavoratori, nessuno gli impediva di prendersi un altro giorno di riposo.
Mentre l’istinto della destra è quello di imporre a tutti leggi coercitive, quello dei Cinquestelle è anche ritornare al passato, stimolando il conformismo generale. Perché tutti devono far festa nello stesso giorno? Perché lo vuole il Papa?
Ma la vera ideologia del Movimento è quello di fermare tutto: il Tap, la Tav e le grandi opere. Se ne accorgeranno i genovesi con il ponte crollato. Se sperano di rivederlo presto ricostruito, vedranno quanti bastoni fra le ruote metteranno i Cinquestelle.

sabato 8 settembre 2018

Salvini, l'eversore


Non mi meraviglia l’atteggiamento di Salvini che, essendo stato eletto, si ritiene superiore alla legge. È l’atteggiamento fascista tipico della Lega, che non a caso ha assorbito elementi di estrema destra, come Casa Pound.
Non ci dimentichiamo che è lo stesso atteggiamento di Bossi, che minacciava secessioni  e si impossessava dei milioni dei rimborsi elettorali non dovuti, che investiva in diamanti in Tanzania, che cercava di mettere le mani sulle banche, che voleva farci accettare il figlio (il “Trota”), subito intervistato da ossequienti reti televisive e pronto a comprare titoli di laurea in Albania.
Non mi meraviglia neanche che Salvini voglia impedire alla grande distribuzione di tenere aperto le domeniche e i giorni festivi. È l’atteggiamento clerico-fascista che vede nella Chiesa una sponda naturale al proprio autoritarismo.
In Italia, chiunque voglia imporre un regime autoritario, cerca subito il consenso del Vaticano, che è prontissimo a darglielo, così come fece durante il fascismo storico. In più, adesso abbiamo un Papa che si trova a disagio nelle democrazie, essendo stato abituato a trattare con i dittatori sudamericani. Ed ecco le domeniche di chiusura. Perché? Perché si fa un favore alla Chiesa che s’illude che gli italioti, non potendo andare nei centri commerciali, affollino le chiese.
La Chiesa piuttosto dovrebbe rifondere i danni che ha provocato venendo in aiuto a Salvini nel caso dei migranti della nave Diciotti, lasciati poi fuggire liberamente.


venerdì 7 settembre 2018

I provinciali al governo


Autocertificazione o obbligo di vaccino? Voi avete capito che cosa frulli nelle teste confuse dei Cinquestelle, un partito che ora punta a chiudere i negozi la domenica, per ritornare a quelle domeniche provinciali in cui tutto era chiuso e la gente era costretta ad affollarsi al sabato?
Purtroppo è gente che ha la testa nel Medioevo e crede ancora che la Terra sia piatta. Vuole riportarci indietro, a tempi oscuri. Se credete che ricostruiranno il ponte di Genova, scordatevelo. Loro vogliono pascolare le capre.

giovedì 6 settembre 2018

La truffa dei vescovi


Nel caos generale in cui vive oggi l’Italia, forse non avevate notato che a togliere le castagne dal fuoco a Salvini era stata la Cei, i vescovi italiani, i quali si erano assunti l’onere di accogliere i migranti clandestini della nave Diciotti. Molto bene: la Chiesa fa un favore all’estrema destra che si era trovata in difficoltà di fronte all’ennesimo bluf di Salvini che voleva appioppare i negri a qualche altro Stato. Nessuno si era fatto avanti. E allora è entrata in campo la Chiesa. Carità cristiana o affinità elettiva con l’estrema destra?
Resta il fatto che cinquanta di questi migranti, non appena trasferiti a Rocca di Papa, se la sono squagliata. Dovevano essere tutti feriti, violentati e in fin di vita, ma si sono dimostrati molto veloci a fuggire senza lasciar traccia di sé. Dove finiranno? Alcuni cercheranno di oltrepassare clandestinamente le frontiere. Ma quelli che non ci riusciranno o che ci saranno riportati indietro dai paesi confinanti, saranno comunque a carico dello Stato italiano e bighelleranno nelle nostra città senza far nulla o compiendo qualche crimine.
Una bella truffa dei nostri ineffabili vescovi, non so se concordata o no con quel Salvini che non a caso va in giro con rosari e Bibbie. Comunque, state tranquilli: pagheremo noi, non la Chiesa.