giovedì 18 settembre 2014

Folclore europeo

La rovina dell’Europa è sempre stato il nazionalismo, che ha già portato a conflitti di ogni tipo. Quasi ogni paese si è trovato ora in guerra e ora alleato con uno degli altri.
Oggi il nazionalismo continua a impedire una vera unificazione del continente. Ma stavolta assume forme ridicole e paradossali. Quasi ogni nazione ha al proprio interno una regione che vuole l’indipendenza. La Scozia vorrebbe dividersi dalla Gran Bretagna, il Belgio vorrebbe spaccarsi in due, la Catalogna vorrebbe diventare indipendente dalla Spagna, la Corsica vorrebbe dividersi dalla Francia, le regioni orientali dell’Ucraina stanno facendo la guerra per separarsi e in Italia… ci sono regioni che vorrebbero diventare Stati indipendenti. Ce n’è per tutti e a tutti i livelli di stupidità. Con quali risultati?
Abbiamo già visto la Cecoslovacchia, che si è divisa in due Stati. Che vantaggio ne ha avuto? Ci sono due Stati che sono più poveri di prima e che contano sempre di meno. A che serve questo processo di frammentazione?
In Italia, lo abbiamo già vissuto nel passato… quando eravamo divisi e gli eserciti stranieri la facevano da padroni.
Qualcuno ha messo in testa alla gente l’idea che i problemi si risolvano separandosi e riducendosi ad una popolazione il più possibile omogenea. Ma è un’illusione.

Insieme si è più forti, divisi si è più deboli.

mercoledì 17 settembre 2014

La nemesi leghista

Un leghista svizzero ha proposto che ai frontalieri italiani siano applicate le modalità di tassazione dell’Italia e non quelle elvetiche, ovviamente più leggere.
Insomma, chi di leghismo colpisce…
Il fatto è che i leghisti padani, quando vanno in Svizzera, possono essere trattati come loro trattano gli extracomunitari. Morale: non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te.

Se in Europa governassero solo i partiti leghisti, sarebbe la guerra di tutti contro tutti e la vittoria dell’egoismo localistico.

venerdì 12 settembre 2014

La palla al piede

Che il cattolicesimo sia una palla al piede per lo sviluppo dell’Italia è sotto i nostri occhi. Per dimostrarlo potremmo prendere l’ultimo caso della fecondazione eterologa. Prima i cattolici di destra avevano fatto una legge per vietarla. E, ora che la Consulta ha bocciato la loro legge, fanno di tutto per rendere difficili le cose. Proprio come hanno già fatto con l’aborto.
Per esempio, in Lombardia, dove comanda la Lega, si è subito varato un regolamento con cui si mettono divieti incomprensibili, frutto in realtà del fondamentalismo cattolico, sempre al servizio della Chiesa e della sua ideologia autoritaria, che ben si sposa, d’altronde, con i valori della destra. Prima c’era Formigoni, di Comunione e Liberazione. Ora c’è Maroni, molto devoto. E l’andazzo è sempre quello.
Sognano l’autonomia, anzi l’indipendenza, ma poi dipendono ancora da Roma – sì, quella del Papa. Non avendo autonomia culturale, prendono a prestito le idee del Vaticano.
Ma anche a livello nazionale le cose non cambiano. Dopo Letta, Monti e Berlusconi, tutti molto rispettosi della Chiesa, ora ci sono gli scout cattolici di Renzi, che hanno deciso di devolvere l’otto per mille dello Stato agli edifici di culto, hanno quasi esentato da Tasi e Imu gli edifici di proprietà della Chiesa, hanno decretato esenzioni fiscali e nessun taglio per le scuole dei preti, fanno di tutto per ostacolare la fecondazione eterologa nelle Regioni e hanno bloccato in Parlamento il ddl per le coppie di fatto.
Insomma la Chiesa difende la vita, ma poi ostacola chi vorrebbe dei figli. “I figli non sono un diritto, ma un dono” dicono i leghisti. Un dono di chi? Se si facessero leggi non punitive ed dottrinali, sarebbero un dono di… Maroni!

Insomma in Italia comanda sempre la Chiesa e l’ideologia cattolica impedisce ogni modernizzazione del paese.

lunedì 8 settembre 2014

Riforma della scuola

Si annuncia una nuova riforma della scuola, che peggiorerà probabilmente la situazione.

Il fatto è che non si è ancora introdotta l’unica materia veramente utile: la comprensione del presente. I nostri giovani studiano le guerre puniche, ma non sanno nulla di quello che succede in Italia, oggi.
E così un'intera generazione viene sacrificata.

Tv per famiglie

I palinsesti televisivi, in mano ai nuovi censori, dividono la serata in due tempi: nel primo, un programma per famiglie e bambini, dove tutto è falso; e, nel secondo, un programma per adulti, dove si parla (o si dovrebbe parlare) di argomenti reali.
Il problema è che, con questo tipo di programmi, stiamo allevando una generazione di deficienti – ragazzi che credono al Mulino Bianco o a don Matteo.

Il risultato sono i nostri adolescenti, che non sanno nulla della realtà e che, invece, di protestare per la disoccupazione in cui sono relegati, si avviano come pecore al macello.

Forze (instabili) dell'ordine

Un altro carabiniere o poliziotto, inseguendo il mariuolo di turno, inciampa e fa partire un colpo - che uccide.

Forse, nell’addestramento degli uomini delle forze dell’ordine, dovrebbero mettere prove di equilibrio… in tutti i sensi.

giovedì 4 settembre 2014

La patria del melodramma

L’Italia è un paese melodrammatico. Ci piacciono i sentimenti forti, le passioni travolgenti, le indignazioni momentanee, i discorsi magniloquenti, i voli di fantasia e le grandi utopie. Siamo retorici e poco pragmatici.
Anche in campo religioso, il nostro mito fondante è la “passione” di Cristo e i nostri culti si basano sull’emotività, sulla commozione, sulla musica, sui canti, sulle processioni, sulle immagini sacre, sulle statue, sulle invocazioni… tutte cose esteriori.
Crediamo che una religiosità profonda debba condurre a visioni, ad apparizioni, a stigmate, a rinunce eroiche, insomma a fenomeni straordinari.
Per noi è difficile capire il valore della serenità, dell’equilibrio, della compostezza, della saggezza, del distacco, del silenzio… in una parola dell’interiorità.

E invece la meditazione richiede tutto questo. Non ricerca l’apparizione di qualche angelo, ma una mente placata.