venerdì 18 aprile 2014

Lodevoli evasioni

Milioni di italioti si preparano a votare di nuovo per Berlusconi, incuranti del fatto che sia stato condannato per frode fiscale – e incuranti del fatto che il suo braccio destro, Marcello Dell’Utri, sia stato condannato per legami con la mafia e sia fuggito in Libano. E incuranti anche del fatto che nella villa di Berlusconi lavorava un noto mafioso, Mangano.

Spiegazione? Probabilmente, il reato di frode fiscale, per molti evasori, è più un titolo di merito che un reato. E anche i rapporti con la mafia, l’unica “azienda” italiana che non sia sfiorata dalla crisi, vengono forse considerati con ammirazione.

Tasse religiose

Tempo di pagamento di tasse – e la Chiesa cattolica non perde tempo per riscuotere le sue. “Che cosa farebbero molte persone senza l’8 per mille dato alla Chiesa?” ci ripete incessantemente uno spot.
Risposta: incasserebbero direttamente il miliardo elargito alla Chiesa e non avrebbero bisogno di un esercito di preti, suore e insegnanti di religione che incassano i soldi ridistribuendone ai bisognosi solo una piccola parte.

In tempi di crisi come questi, il Papa, l’uomo più ricco del mondo, pretende soldi dai cittadini. E predica la povertà evangelica, senza vergognarsi.

giovedì 17 aprile 2014

Fantasmi elettorali

E così siamo in campagna elettorale per le europee e ci tocca sorbire innumerevoli e stucchevoli programmi, dove i soliti personaggi si accapigliano fra di loro per ottenere il nostro voto. Discorsi vecchi e insulsi. Facce che si vedono solo al momento della campagna e poi spariscono per anni. Chissà che cosa avranno fatto. Chissà se avranno davvero difeso gli interessi del paese o soltanto i loro ricchi stipendi. Da come siamo conciati, pare che la loro unica abilità sia quella di farsi eleggere.

domenica 13 aprile 2014

Imputati ecellenti

Insomma, la condanna di Berlusconi si annuncia come una vera e propria pagliacciata, all’italiana. Dopo tanti processi e tante energie spese, arriviamo a una pena che chiunque sarebbe pronto ad accettare per avere in cambio qualche paccata di milioni: molto conveniente. Ma, si sa, gli italiani sono un popolo poco rigoroso, molto accondiscendente e soprattutto molto rispettoso di chi ha potere e ricchezza. Non così vengono trattati i cittadini comuni. Se noi ci appropriassimo, attraverso l’evasione fiscale o altri generi di furto, di qualche milione di euro, riceveremmo pene ben più pesanti. Ma l’Italia non è un paese fermo, inflessibile e intransigente: ha sempre due pesi e due misure – e forse anche di più.
Non dubitiamo che anche per il “braccio destro” di Berlusconi, Marcello Dell’Utri, appena fuggito in Libano e riacciuffato, sarà usato un trattamento di favore. 

mercoledì 9 aprile 2014

Libertà di fecondazione

Finalmente la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il divieto di fecondazione eterologa introdotto con la sciagurata legge 40, voluta dal governo Berlusconi, che costringeva le coppie a costosi viaggi all’estero alla ricerca di un figlio. Da noi non si poteva ricorrere alla fecondazione da donatore per motivi che erano esclusivamente religiosi. Diciamo pure che questo divieto era stato voluto proprio dalla Chiesa, che, come è noto, detta leggi ai parlamentari cattolici e ai premier che in cambio ottengono il suo appoggio elettorale. Lo dimostrano le reazioni infuriate di Famiglia Cristiana o dell’Accademia Pontificia della Vita che parlano di “fecondazione selvaggia per tutti” e “di grave attacco alla famiglia.” Evidentemente, la Chiesa cattolica è rimasta l’ultima sostenitrice della razza pura e della legge del sangue. E non vuol riconoscere la libertà dei singoli.
Anche i fondamentalisti cattolici, come Eugenia Roccella o Paola Binetti, sono indignati; secondo loro “cade il diritto di ogni nuovo nato di crescere con i genitori naturali.”
Non si capisce il perché, dal momento che questi genitori non potevano avere figli “naturali.” Era già la natura che aveva reso impraticabile questo diritto. Ma l’uomo non è solo natura, non è un animale qualsiasi.
È importante sottolineare la continua ingerenza della Chiesa cattolica nella legislazione dello Stato, con risultati quasi sempre incostituzionali e stravolgenti. Lo stesso accade in altri campi, come in quello del fine vita (dove si vogliono inchiodare le persone alla volontà di medici o di preti), in quello dei matrimoni gay, in quello del riconoscimento dei diritti civili delle coppie non sposate, in quello dell’aborto o in quello del divorzio breve. Dappertutto c’è l’imposizione o l’opposizione della Chiesa.
Dopo aver parlato tanto di amore per il prossimo, ci si riduce a sostenere che il sangue conta più dell’amore – una aberrazione che rende l’Italia un paese primitivo. O che la vita è sacra “per principio”. Parole vuote, che non tengono conto del principio di realtà e dell’autonomia degli individui.
La nostra legislazione sociale, quasi tutta dettata dai cattolici, ha questa impronta dogmatica e autoritaria, mai al passo con i tempi, mai liberale, sempre costrittiva. Si varano leggi ispirate ad un concetto di “natura” che è del tutto ideologico. E, quel che è peggio, la psicologia e la morale di gran parte del popolo italiano sono ispirate dalle categorie ingessate e deviate della Chiesa cattolica. Ecco perché siamo così arretrati rispetto a paesi non dominati da preti impiccioni.

Quando uno Stato si fa governare da leggi religiose non c’è speranza né di uguaglianza fra cittadini né di un autentico senso etico. La cultura cattolica, così sbandierata e propagandata dalle nostre radio e dalle nostre televisioni (che non perdono nemmeno una parola del Papa o dei vescovi) è in realtà all’origine della nostra inferiorità culturale.

lunedì 7 aprile 2014

Frodi fiscali

I seguaci di Berlusconi dicono che non si fidano di una magistratura che può essere politicizzata. Ma pochi hanno letto gli atti dei processi che hanno condannato il loro capo.
Preoccupa questo atteggiamento fideistico. Pare che molti italioti preferiscano le opinioni ai fatti. Che si tratti di un altro effetto deleterio della cultura cattolica, dove si deve credere senza prove a tante favole?
Ma forse si crede ciecamente al proprio punto di vista per non ammettere di essersi fidati di un imbroglione, insomma di essere stati degli ingenui.

       O, più probabilmente, dato che – come dice qualcuno – gli elettori di Berlusconi sono soprattutto gli evasori fiscali, il fatto che il loro leader sia stato condannato per frode fiscale, non è un demerito – ma una garanzia.

sabato 5 aprile 2014

Due maschere della commedia dell'arte

Alla affollata categoria di maschere italiane della commedia dell’arte dobbiamo aggiungere, oltre ai Pulcinella e agli Arlecchini (servitori di due o più padroni), altri due personaggi: il Rivoluzionario e il Controriformista. Il primo è l’italiota che, non essendo capace di organizzare una protesta civile, si lancia a immaginare e talvolta a realizzare buffonesche parodie della rivoluzione violenta. Naturalmente, essendo un velleitario, il suo tentativo finisce in farsa, dato che, anche per fare la rivoluzione ci vogliono metodo e organizzazione, qualità che la nostra maschera non possiede.
Il secondo è invece l’italiota che a parole vorrebbe cambiare mare e monti, ma che poi, di fronte alla possibilità pratica di fare qualche riforma concreta, si ritrae spaventato rivelandosi per quello che veramente è: un conservatore che ha paura di ogni novità. Il nostro sognatore è un misoneista che non si limita a concepire grandiosi cambiamenti soltanto teorici, ma che intralcia successivamente chiunque tenti di passare dalla teoria alla pratica.

L’Italia, come insegna la nostra storia, è piena di Rivoluzionari che non faranno mai nessuna seria rivoluzione e di Controriformisti che ostacoleranno ogni seria riforma. Sarà per questo che siamo bloccati in un paludoso stallo?