Il leader della sinistra, Renzi, dichiara di essere in profonda sintonia con Berlusconi, il leader della destra appena condannato per frode fiscale. Ora, i casi sono due: o la sinistra è diventata destra o la destra è diventata sinistra.
Certo, Berlusconi può dormire sonni tranquilli. Non appena la sua immagine si appanna, ecco che arriva qualcuno dalla sinistra a risollevarlo.
domenica 19 gennaio 2014
mercoledì 15 gennaio 2014
Il caso dei due marò
Il caso dei due marò detenuti in India esemplifica alla perfezione l'inettitudine dei nostri governanti. Tutto il mondo ride di noi, e si domanda: "Ma si può essere così fessi?"
Purtroppo, sì.
Una catena di errori che verrà ricordata nei libri di storia.
Primo, un capitano che naviga in acque internazionali e che rientra nelle acque territoriali dell'India per dare chiarimenti. Evidentemente, la razza degli Schettino non è finita con il naufragio della Costa Concordia.
Poi, eravamo riusciti a farli rientrare in Italia e abbiamo dichiarato che non li avremmo più rimandati in India. E avremmo fatto bene. Vi immaginate gli Stati Uniti o la Francia che rimandano due loro militari in un paese dove rischiano la pena di morte? A raccontarlo in giro, non ci credono.
A questo punto, il ritorno in India e la caduta in un sistema giudiziario - quello indiano - che è ancora peggiore del nostro (il che è tutto dire).
Li abbiamo rimandati in India perché avevamo paura che l'India non firmasse un contratto con la Finmeccanica. E, adesso che non è stato confermato, ci rimangono il danno e la beffa. Fra l'altro, noi siamo stati leali. Ma l'India no.
Come governare con una tale congerie di incapaci? Evidentemente, quando da noi nasce un deficiente, la mamma gli dice: "Figlio mio, visto che non sai fare niente, farai il ministro".
Purtroppo, sì.
Una catena di errori che verrà ricordata nei libri di storia.
Primo, un capitano che naviga in acque internazionali e che rientra nelle acque territoriali dell'India per dare chiarimenti. Evidentemente, la razza degli Schettino non è finita con il naufragio della Costa Concordia.
Poi, eravamo riusciti a farli rientrare in Italia e abbiamo dichiarato che non li avremmo più rimandati in India. E avremmo fatto bene. Vi immaginate gli Stati Uniti o la Francia che rimandano due loro militari in un paese dove rischiano la pena di morte? A raccontarlo in giro, non ci credono.
A questo punto, il ritorno in India e la caduta in un sistema giudiziario - quello indiano - che è ancora peggiore del nostro (il che è tutto dire).
Li abbiamo rimandati in India perché avevamo paura che l'India non firmasse un contratto con la Finmeccanica. E, adesso che non è stato confermato, ci rimangono il danno e la beffa. Fra l'altro, noi siamo stati leali. Ma l'India no.
Come governare con una tale congerie di incapaci? Evidentemente, quando da noi nasce un deficiente, la mamma gli dice: "Figlio mio, visto che non sai fare niente, farai il ministro".
martedì 14 gennaio 2014
I parassiti della politica
Se non avete né arte né parte, se non sapete fare nulla, una strada l'avete sempre - potete darvi alla politica. Per darsi alla politica, infatti, non c'è bisogno di avere un mestiere, una qualche capacità; basta saper parlare e, talvolta, nemmeno quello. Vanno bene anche le prostitute e gli analfabeti. Si calcola che in Italia ci siano almeno un milione e duecentomila persone che si occupano di politica, cioè che non sanno fare niente. Le troviamo dappertutto: nello Stato centrale, nelle Regioni, nelle Provincie, nei Comuni, nella sanità, nella Aziende pubbliche, nelle Università e nei posti più incredibili.
Non solo sono degli incapaci, ma guadagnano cifre favolose e godono di privilegi inimmaginabili. Ci sono presidenti di Regione che guadagnano più di Obama.
Il guaio di queste persone è che pretendono di governare o di amministrare, e quindi provocano danni incalcolabili. Nessuno è più capace di fare una legge che sia costituzionale, che non crei più problemi di quelli che vorrebbe risolvere. E molti, non contenti dei privilegi, rubano denaro pubblico. Dal nord al sud, non esiste giunta o amministrazione in cui non ci sia qualche politico che addebiti allo Stato, cioè a noi, spese del tutto personali, come cene, apparecchi elettronici, automobili, affitti, collaboratori, capi di abbigliamento e quant'altro.
Schiacciata da un simile peso, l'Italia sta per affondare. E, per mantenere questo esercito di inetti, si impongono tasse inique a tutti i cittadini, con preferenza per i più poveri. Oggi, per esempio, si deve pagare parte considerevole di una tassa sulla casa che era stata abolita, ma che i Comuni avevano già aumentata. E invece di cacciare i sindaci che l'avevano avventatamente aumentata, si fa pagare l'aumento al cittadino inerme. Così quest'anno si pagherà non un'IMU sola, ma due.
Ogni tanto qualcuno cerca di ridurre i costi della politica. Ma, per quanto li si riduca, spuntano fuori ogni giorno nuovi privilegi e nuovi aumenti. E non c'è pericolo che qualche partito politico si opponga. Chi si oppone, lo fa prima di entrare in politica. Poi ci entra, e smette subito di protestare. Quando si tratta di attribuirsi privilegi, nessuno fa opposizione, tutti uniti a rubare.
C'è un progetto di legge per diminuire il numero dei politici o per tagliare il Senato (un inutile doppione della Camera) o le Provincie. Ma ne sentiamo parlare da decenni, senza che sia mai stato fatto nulla. D'altra parte, come può il ladro tagliarsi la mano che ruba? Non è naturale.
Il problema non è certo nuovo: da noi conoscere un politico è sempre stata considerata una fortuna. "Non conosciamo qualcuno?" ci si è sempre domandati nelle famiglie. Perché un politico può farti avere un lavoro, che ovviamente non sei capace di fare, ma per il quale sarai pagato lautamente. Ci sarà dunque un doppio costo: quello del pagamento diretto del politico inetto e quello dei danni da lui provocati.
Il colpo di grazia è stato dato dal federalismo introdotto per tenere buona la Lega (Lega che - dopo aver inveito contro "Roma ladrona", si è messa subito a rubare). Con questo sistema, infatti, si sono moltiplicati per diciannove (quante sono le Regioni) i costi della politica. E oggi nessuno sa più come tamponare le falle. Ne chiudi una da una parte e se ne aprono cento dall'altra.
Adesso tocca al Movimento Cinque Stelle, entrato in politica proprio per protestare contro la casta. I suoi parlamentari si sono sì ridotti un po' gli emolumenti, ma hanno subito assunto parenti e amici come consulenti pagati... da noi.
Siamo schiacciati dalle tasse anche per poter mantenere questo esercito di parassiti. Infatti nessuno riesce mai a tagliare significativamente la spesa pubblica. Si taglia un rametto e subito dopo ci si trova davanti a un tronco. Si risparmia qualche decina di milioni di euro, ma si scopre che la politica costa miliardi.
Vi domanderete perché il cittadino indignato non si ribelli. Un po' lo fa, a parole. Le trasmissioni televisive sono piene di gente che protesta e si lamenta. Ma la loro speranza non è tanto quella di cacciare i tanti politici fasulli che imperversano con i loro discorsi banali nelle televisioni, nelle radio e sui giornali, quanto quella di diventare prima o poi dei politici anche loro. Hanno comunque la preparazione necessaria: cioè, non sanno fare niente.
Non solo sono degli incapaci, ma guadagnano cifre favolose e godono di privilegi inimmaginabili. Ci sono presidenti di Regione che guadagnano più di Obama.
Il guaio di queste persone è che pretendono di governare o di amministrare, e quindi provocano danni incalcolabili. Nessuno è più capace di fare una legge che sia costituzionale, che non crei più problemi di quelli che vorrebbe risolvere. E molti, non contenti dei privilegi, rubano denaro pubblico. Dal nord al sud, non esiste giunta o amministrazione in cui non ci sia qualche politico che addebiti allo Stato, cioè a noi, spese del tutto personali, come cene, apparecchi elettronici, automobili, affitti, collaboratori, capi di abbigliamento e quant'altro.
Schiacciata da un simile peso, l'Italia sta per affondare. E, per mantenere questo esercito di inetti, si impongono tasse inique a tutti i cittadini, con preferenza per i più poveri. Oggi, per esempio, si deve pagare parte considerevole di una tassa sulla casa che era stata abolita, ma che i Comuni avevano già aumentata. E invece di cacciare i sindaci che l'avevano avventatamente aumentata, si fa pagare l'aumento al cittadino inerme. Così quest'anno si pagherà non un'IMU sola, ma due.
Ogni tanto qualcuno cerca di ridurre i costi della politica. Ma, per quanto li si riduca, spuntano fuori ogni giorno nuovi privilegi e nuovi aumenti. E non c'è pericolo che qualche partito politico si opponga. Chi si oppone, lo fa prima di entrare in politica. Poi ci entra, e smette subito di protestare. Quando si tratta di attribuirsi privilegi, nessuno fa opposizione, tutti uniti a rubare.
C'è un progetto di legge per diminuire il numero dei politici o per tagliare il Senato (un inutile doppione della Camera) o le Provincie. Ma ne sentiamo parlare da decenni, senza che sia mai stato fatto nulla. D'altra parte, come può il ladro tagliarsi la mano che ruba? Non è naturale.
Il problema non è certo nuovo: da noi conoscere un politico è sempre stata considerata una fortuna. "Non conosciamo qualcuno?" ci si è sempre domandati nelle famiglie. Perché un politico può farti avere un lavoro, che ovviamente non sei capace di fare, ma per il quale sarai pagato lautamente. Ci sarà dunque un doppio costo: quello del pagamento diretto del politico inetto e quello dei danni da lui provocati.
Il colpo di grazia è stato dato dal federalismo introdotto per tenere buona la Lega (Lega che - dopo aver inveito contro "Roma ladrona", si è messa subito a rubare). Con questo sistema, infatti, si sono moltiplicati per diciannove (quante sono le Regioni) i costi della politica. E oggi nessuno sa più come tamponare le falle. Ne chiudi una da una parte e se ne aprono cento dall'altra.
Adesso tocca al Movimento Cinque Stelle, entrato in politica proprio per protestare contro la casta. I suoi parlamentari si sono sì ridotti un po' gli emolumenti, ma hanno subito assunto parenti e amici come consulenti pagati... da noi.
Siamo schiacciati dalle tasse anche per poter mantenere questo esercito di parassiti. Infatti nessuno riesce mai a tagliare significativamente la spesa pubblica. Si taglia un rametto e subito dopo ci si trova davanti a un tronco. Si risparmia qualche decina di milioni di euro, ma si scopre che la politica costa miliardi.
Vi domanderete perché il cittadino indignato non si ribelli. Un po' lo fa, a parole. Le trasmissioni televisive sono piene di gente che protesta e si lamenta. Ma la loro speranza non è tanto quella di cacciare i tanti politici fasulli che imperversano con i loro discorsi banali nelle televisioni, nelle radio e sui giornali, quanto quella di diventare prima o poi dei politici anche loro. Hanno comunque la preparazione necessaria: cioè, non sanno fare niente.
domenica 12 gennaio 2014
L'immobilismo italico
Reazionario è colui che si oppone ad ogni cambiamento. Non appena c'è qualcosa di nuovo, lui dice di no. E questa è la cultura cattolica - reazionaria. Dice no alla fecondazione assistita, no alle unioni civili, no al divorzio, no alla pillola, no al matrimonio gay, eccetera eccetera.
Avrete notato la reazione immediata dimostrata dagli uomini di destra alla proposta di Renzi di riconoscere le unioni civili. Sono scattati fuori come tante vipere. Più papisti del Papa Francesco, il quale aveva detto: "Chi sono io per giudicare?"
Già, chi sono loro per giudicare?
Il risultato è che la società italiana è la più reazionaria del mondo, ed è così irrigidita da sembrare... morta.
Avrete notato la reazione immediata dimostrata dagli uomini di destra alla proposta di Renzi di riconoscere le unioni civili. Sono scattati fuori come tante vipere. Più papisti del Papa Francesco, il quale aveva detto: "Chi sono io per giudicare?"
Già, chi sono loro per giudicare?
Il risultato è che la società italiana è la più reazionaria del mondo, ed è così irrigidita da sembrare... morta.
mercoledì 8 gennaio 2014
La criminalità organizzata
Per capire lo Stato italiano ci vorrebbe un criminologo. Sì, perché il suo comportamento si basa spesso sul sopruso e sull'illegalità. Facciamo qualche esempio.
La legge elettorale è stata dichiarata fuori legge dalla Corte Costituzionale: dunque i partiti e le istituzioni vivevano già tutti nell'illegalità.
Il TAR scopre dopo quattro anni che la giunta leghista di Cota, in Piemonte, è illegale in quanto eletta con brogli.
Quando lo Stato vuol essere pagato, ma non paga a sua volta, compie un sopruso. Quando impone tasse sulla casa non legate al reddito, compie un atto anti-costituzionale, uno scippo, una sopraffazione.
I ticket su certi medicinali indispensabili, di cui non esiste il corrispondente generico, sono un atto criminale, perché chi non ha i soldi rinuncia a comprarli. Un'estorsione, ai danni di gente malata.
La legge sull'otto per mille alla Chiesa è una truffa bell'e buona, perché anche chi non dichiara niente finisce per essere arruolato e per contribuire.
Del finanziamento ai partiti sappiamo tutti. C'era stato un referendum che i politici hanno aggirato, truffando gli elettori.
E non parliamo del passato, delle varie "stragi di Stato" o, come nel caso di Ustica, della "menzogna di Stato".
Insomma, non stupiamoci se siamo dominati dalla criminalità organizzata. C'è solo da domandarsi di volta in volta se sia la criminalità statale o quella mafiosa. Che in parecchi casi colludono.
La legge elettorale è stata dichiarata fuori legge dalla Corte Costituzionale: dunque i partiti e le istituzioni vivevano già tutti nell'illegalità.
Il TAR scopre dopo quattro anni che la giunta leghista di Cota, in Piemonte, è illegale in quanto eletta con brogli.
Quando lo Stato vuol essere pagato, ma non paga a sua volta, compie un sopruso. Quando impone tasse sulla casa non legate al reddito, compie un atto anti-costituzionale, uno scippo, una sopraffazione.
I ticket su certi medicinali indispensabili, di cui non esiste il corrispondente generico, sono un atto criminale, perché chi non ha i soldi rinuncia a comprarli. Un'estorsione, ai danni di gente malata.
La legge sull'otto per mille alla Chiesa è una truffa bell'e buona, perché anche chi non dichiara niente finisce per essere arruolato e per contribuire.
Del finanziamento ai partiti sappiamo tutti. C'era stato un referendum che i politici hanno aggirato, truffando gli elettori.
E non parliamo del passato, delle varie "stragi di Stato" o, come nel caso di Ustica, della "menzogna di Stato".
Insomma, non stupiamoci se siamo dominati dalla criminalità organizzata. C'è solo da domandarsi di volta in volta se sia la criminalità statale o quella mafiosa. Che in parecchi casi colludono.
domenica 5 gennaio 2014
Il perdente
Berlusconi ribadisce che lui insisterà fino all'ultimo respiro. Perché non vuole finire sui libri di storia come un perdente.
E noi dovremmo preoccuparci della sua immagine storica? Dovremmo sacrificarci ancora per le sue manie di grandezza? La storia lo ha già giudicato. Ha portato alla rovina l'Italia.
E noi dovremmo preoccuparci della sua immagine storica? Dovremmo sacrificarci ancora per le sue manie di grandezza? La storia lo ha già giudicato. Ha portato alla rovina l'Italia.
Unioni gay
Ma come mai, mentre il Papa dice:"Chi sono io per giudicare?", i nostri politici di destra subito si oppongono ad ogni idea di riconoscere le unioni gay? Sono più papisti del Papa?
Questo dimostra che l'ideologia cattolica rappresenta il più grande ostacolo alle riforme sociali in questo Paese. Il cattolicesimo si conferma così una catena che impedisce allo Stivale di fare qualunque passo in avanti, come invece fanno gli altri Stati europei. E noi rimaniamo indietro, perdiamo tutte le occasioni.
L'argomento che le unioni omosessuali sarebbero contro natura è infondato... perché ci sono sempre state e quindi sono naturali.
Ma, attenzione, la mancanza di riforme sociali, e quindi culturali, si traduce anche in una decadenza economica.
Questo dimostra che l'ideologia cattolica rappresenta il più grande ostacolo alle riforme sociali in questo Paese. Il cattolicesimo si conferma così una catena che impedisce allo Stivale di fare qualunque passo in avanti, come invece fanno gli altri Stati europei. E noi rimaniamo indietro, perdiamo tutte le occasioni.
L'argomento che le unioni omosessuali sarebbero contro natura è infondato... perché ci sono sempre state e quindi sono naturali.
Ma, attenzione, la mancanza di riforme sociali, e quindi culturali, si traduce anche in una decadenza economica.
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