giovedì 21 marzo 2013

Germania e Italia: due destini


Ci eravamo illusi che una volta tanto la Germania svolgesse un ruolo positivo in Europa, e invece sta distruggendo ancora una volta l'intero continente. Una volta lo faceva con le truppe militari, oggi lo fa con l'economia.
Quanto all'Italia, è il solito paesucolo caotico, debole e diviso su tutto. L'unica cosa di posivivo che aveva fatto il governo Monti era stato riportare a casa i due marò. Ma ecco, che con una vergognosa giravolta, li rimanda in India, da dove probabilmente non usciranno più. È vero che l'Italia non conta niente a livello internazionale, ma non si era mai visto una simile mancanza di dignità.
Non c'è niente da fare: ogni paese ha un proprio destino. Noi quello di fare i buffoni.

lunedì 18 marzo 2013

I faziosi


L'Italia dei Rinascimento che cos'era? Tanti piccoli statarelli che si odiavano e si combattevano fra loro. Alla fine arrivava lo straniero, lo Stato unitario (Francia, Spagna, Austria, ecc.), e si prendeva un pezzo di territorio.
E oggi? Oggi non ci sono più quegli statarelli, benché ci sia sempre qualche sciocco che sogna secessioni. In compenso ci sono i partiti, che agiscono nello stesso modo. Nessuno riconosce l'altro, tutti si odiano, tutti vanno contro tutti, tutti intrigano, tutti pensano al proprio interesse fazioso. E pochi pensano al bene comune.

Questo il grande limite dei popoli italici: la cura del proprio "particolare", la miopia politica, così ben descritta da Machiavelli e da Guicciardini. Gente che per un voto in più, venderebbe il resto dell'Italia. Gente che per far vincere la propria fazione, sarebbe disposta ad affossare l'intero Paese. C'è perfino un partito che ha come unico scopo quello di difendere gli interessi del proprio padrone.
Partitelli, statarelli... gente che si crede furba ed è fessa.
Tutti litigano. E, alla fine, arriva lo straniero - magari sotto forma di spread, di logica di mercato o di speculazione finanziaria - che ci obbliga a fare i suoi interessi. Oggi paghiamo la nostra divisione.

martedì 12 marzo 2013

L'eclissi della ragione


Come dicevo in passato, Berlusconi è una fede, del tutto irrazionale. Come un dio.
Ho sentito dire da un suo seguace che non crederà mai ai processi su Berlusconi.
O si crede in lui, o non si crede. E, se si crede, deve essere perfetto. Come un dio, appunto.
La via di mezzo non esiste, la realtà è scomparsa. Ciò che si crede, è vero.
Questa è l'Italia. Il paese dei fideisti. Il paese in cui la ragione è scomparsa.

Sesso contro natura?


Un documentario del National Geographic sulle scimmie Bonobo ci mostra i vari modi in cui questi primati si accoppiano: maschi con femmine, maschi con maschi, femmine con femmine, vecchi con giovani, sesso di gruppo e così via. Insomma si accoppiano in tutti i modi possibili e immaginabili, e utilizzano il sesso come un lubrificante sociale, anche solo per far conoscenza. Fra l'altro, queste scimmie sono tra le più vicine agli esseri umani.
E pensare che qualcuno si ostina ancora a discettare su un "sesso contro natura". Quale sarebbe?
Da questo documentario risulta evidente che tutte le forme di sesso sono naturali. Ne prendano nota tanti teologi.

L'Arci-italiano


Vedo che gli aderenti del Movimento Cinque Stelle sono molto orgogliosi della loro alterità, del loro essere diversi dagli altri partiti. E fanno bene a distinguersi. Ma per ora si stanno comportando come la peggiore partitocrazia: sono infatti interessati soltanto al loro vantaggio elettorale e sono indifferenti al bene del paese. Tutto insomma come gli altri partiti.
Non è la faziosità il vero difetto degli italioti?
Quanto al loro capo, più che essere un italiano alternativo sembra essere un arci-italiano. Deve il suo consenso alla televisione (altrimenti chi lo avrebbe conosciuto?), pensa solo al proprio movimento e se ne frega se tutti gli altri naufragano.
Lo scopo della politica non dovrebbe essere la vittoria di un partito, ma il governo di un intero Paese. L'Arci-italiano, invece, pensa soltanto al proprio orticello.
Il nuovo che avanza? Mi sembra esattamente uguale al vecchio. Irresponsabile.

giovedì 7 marzo 2013

L'Italia nel caos



L'Italia è nel caos? Che c'è di strano? È la norma. Quando mai la nostra vita politica non è nel caos? Anche quando qualche partito ha la maggioranza assoluta, tutto è nel caos. Perché le teste degli italioti sono quello che sono: sempre confuse.
Non riusciamo a formare un governo? Ma vi ricordate un governo degno di questo nome? Cioè un governo che si occupasse, oltre che degli interessi dei governanti, degli interessi dei governati? I governanti si ricordano degli elettori solo quando ci sono da mettere tasse.
Il cervello degli italiani è confuso per definizione. Sanno quello che non vogliono, ma non quello che vogliono. Quando votano, votano contro qualcuno o per fermare gli altri. Così è anche per il movimento Cinque Stelle, che ricorda un po' la pubblicità del salame Negroni.
Gli italiani hanno un animo uterino. Passano da un estremo all'altro. Recitano sempre qualche parte. Non sanno cosa sia il bene comune. Odiano i politici, ma non si ricordano che li hanno votati loro stessi. Ad ogni elezione cercano il nuovo "Uomo della Provvidenza". Prima era Berlusconi, poi è stato Bossi, adesso è Grillo.
Tutti dovevano fare grandi cambiamenti. Ma si sono limitati a farsi gli affari loro, a sistemarsi.
Perché i grillini dovrebbero essere diversi? Perché sono più giovani? Ma i giovani a che scuola sono andati? A quella dei loro padri. E, come sappiamo, il frutto non può cadere lontano dall'albero.
La cultura italica è mediocre ed insegna, oltre a una grande retorica, ad occuparsi sempre del proprio interesse. Non è una cultura universalistica, è una cultura del particolare, del "familismo amorale", della piccola camorra.
L'unica buona cosa che farà il movimento Cinque Stelle è dare posti di lavoro a qualche decina di giovani, che non si sarebbero mai sognati uno stipendio del genere. Adesso si sono sistemati per un po', e quindi non hanno interesse a risolvere alcun problema: non hanno fretta. Mentre loro fanno gli sdegnosi, tutti gli altri possono crepare. E infatti, nel frattempo, migliaia di italiani perdono il posto di lavoro. Ma che importanza ha? Ci sono grandi ideali da realizzare!
Tutti parlano di assumersi la responsabilità di governare per salvare il paese, ma poi, da buoni italioti, si perdono in fumosi discorsi, in progetti utopistici e nella tattica dell'uno contro tutti. Anche le ultime generazioni hanno imparato dalle vecchie: l'etica della responsabilità non sanno nemmeno dove stia di casa.

lunedì 4 marzo 2013

Il canto del Grillo


Credo che Beppe Grillo abbia raggiunto il suo scopo nella vita: tutti parlano di lui, tutti si occupano di lui, tutti cercano di capire che cosa pensi e che cosa voglia. Per un narcisista, per un attore, questo è il massimo. L'attenzione di tutti è concentrata su di lui. Ritengo che in questo periodo goda come un riccio di se stesso. Non avrebbe mai sperato di arrivare a tanto. Era pronto a lasciare la politica e a ritornare al suo lavoro di comico. Ma gli altri lo hanno preso sul serio!
Il problema è che ha ottenuto quello che voleva al di là delle sue stesse speranze. E dunque bisogna che si faccia assistere da qualche psicologo o finirà per pensare di essere Napoleone.
Fa benissimo a non far parlare nessuno dei suoi in televisione. Così gli elettori si illuderanno ancora per un po' che si tratti di persone speciali. Guai a quando parleranno, perché la delusione sarà tremenda. Leggendo il loro programma, ci si accorge che è un libro dei sogni: molte idee sono condivisibili, ma, per attuarle, ci vuole una maggioranza e un accordo con le altre parti politiche che i Cinque Stelle non vogliono. E allora?
Certo non si era mai visto un partito che si nasconde: una novità nella scena internazionale. Abbiamo visto Grillo travestito come l'uomo mascherato. Ci sarebbe da ridere, se non fosse da piangere.
Abbiamo un partito che è una specie di Carboneria o di società segreta
Anziché cercare un dialogo con gli italiani, lo rifiuta. Questo mi fa pensare che sotto sotto i Cinque Stelle temano di squagliarsi come neve al sole.
La solita buffonata all'italiana?