giovedì 14 aprile 2011

Quando il padrone chiama, i servi accorrono

Ma chi l'ha detto che la maggioranza ha sempre ragione?

La maggioranza non ha necessariamente ragione; infatti il principio di maggioranza non è né logico né razionale. E' un principio di comodo, nient'altro. Cinquanta più uno ha ragione e quarantanova ha torto? Chi lo dice? A volte chi ha ragione è un piccolo numero.

La maggioranza, come insegna la storia, può avere torto marcio, può nettamente sbagliarsi, può non vedere quello che pochi vedono. Soprattutto se consideriamo che, nei nostri sistemi politici, la maggioranza dei voti viene raggiunta con un "premio" che amplifica il numero dei votanti. Quindi alla maggioranza politica può non corrispondere la maggioranza effettiva dei cittadini. Ed è quello che succede oggi in Italia.

Come sono rozze le nostre democrazie! Ci vorrebbe, come aveva pensato Platone, un gruppo di "filosofi" in grado di pensare autonomamente e disinteressamente.

Qui invece assistiamo al triste spettacolo di uomini e anche intellettuali asserviti al potente di turno.

mercoledì 13 aprile 2011

Il governo degli impuniti

Ormai le abbiamo visto tutte. Per evitare che uno solo venga processato, si mandano al macero migliaia di processi, molti dei quali vedono alla sbarra grandi criminali. Questa legge è naturalmente incostituzionale, perché crea discriminazioni tra le varie categorie di cittadini. Resta il fatto che getta sempre più discredito sugli italiani, che si rivelano un popolo in grado di assorbire qualunque tipo di corruzione. Non a caso le statistiche ci dicono che la corruzione in Italia è aumentata del 30 per cento.
Insomma, ingiustizia è fatta.

martedì 12 aprile 2011

Il gioco delle parti

Una delle più grandi colpe di Berlusconi è costringere uomini politici del proprio partito e dell'opposizione ad un estenuante gioco delle parti (=dei partiti). Anche persone che sarebbero intelligenti non fanno che ripetere i luoghi comuni del berlusconismo e dell'antiberlusconismo. Non se ne può più di ascoltare sempre le stesse argomentazioni pro o contro. Nessuno riesce più ad esprimere un'opinione personale ed originale. Sai già in partenza che cosa diranno. Insomma il conformismo regna sovrano...mentre il paese va in malora. Un'assurda e noiosa replica. E' come se la mente di questo paese si fosse fossilizzata. Questa è la vera fuga dei cervelli.

lunedì 11 aprile 2011

Il nuovo feudalesimo

La cricca di affaristi che ci governa ci vuol far credere che l'attuale crisi economica sia stata provocata da quattro speculatori americani. Ma la realtà è un'altra; dopo l'estinzione del comunismo, il capitalismo non ha più nessun argine di contenimento, nessun termine di confronto, e ha rivelato il suo vero volto; quello dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo.
Non è vero che non ci siano più soldi per lo Stato sociale; è piuttosto vero che non c'è più solidarietà fra le classi sociali e che i ricchi vogliono dissociarsi dai poveri, considerandoli semplicemente forza lavoro, senza più nessun diritto.
 Verso questo nuovo feudalesimo ci spinge per esempio il falso liberismo italiano. Tutto dev'essere privatizzato e tutto deve essere in mano ai ricchi.

venerdì 8 aprile 2011

Il Presidente delle barzellette

Sappiamo che il nostro Presidente del Consiglio è un formidabile raccontatore di barzellette, per lo più sconce. E le sfoggia in ogni occasione. Una volta faceva ridere. Adesso sempre di meno.
Andate su YouTube e digitate "Berlusconi barzelletta". La cosa più penosa è la risata di chi fa a gara per ingraziarsi il capo.
E' la tecnica dei venditori che vogliono accattivarsi il cliente. Ma quanto è simpatico, ma quanto è democratico e alla mano! Forse troppo. Un vero capo di governo è una persona seria. O dovrebbe sembrarlo.
Già gli altri paesi ci giudicavano un paese farsesco. Adesso si sono definitivamente convinti che siamo il paese delle barzellette.
Una volta eravamo considerati almeno persone eleganti. Adesso siamo il prototipo della volgarità.
Certo questo ometto che se ne va in giro tutto tinto e incipriato, raccontando barzellette oscene, non è un bel biglietto di presentazione.
Quello che è patologico in lui è questo bisogno di essere simpatico, di sentirsi sempre al centro dell'attenzione e possibilmente amato. Non può stare un momento solo, non riesce a stare zitto, deve conquistare tutti. I suoi divertimenti li conosciamo.
Certo non ce lo immaginiamo capace di contemplare un tramonto, di leggere un libro o di fare un po' di meditazione in silenzio. No, lui è l'uomo delle parole, dell'imbonimento, delle conquiste, del "fare" ad ogni costo. Che sia davvero l'italiano tipico? Poveri noi!

giovedì 7 aprile 2011

Il Super-Narciso

Finalmente Berlusconi ha ottenuto quel che voleva: che tutto il mondo parli di lui. Oltre cento televisioni straniere sono infatti presenti al suo processo per prostituzione e concussione.
Certo, tutta pubblicità - che nel mondo del Super-Narciso significa soldi e potere.
Però, dovrebbe rendersi conto che non sempre la pubblicità è positiva; talvolta è deleteria. E che il suo nome passerà comunque alla storia. Forse riuscirà a liberarsi di tutti i suoi processi. Ma non di quello della storia.

L'agonia della Repubblica

Gli italiani non se ne sono ancora accorti, ma la loro repubblica, la res-publica, è in agonia.
Ormai tutto tende ad essere privatizzato e parcellizzato: la scuola, l'economia, la sanità, il Parlamento, la politica, la giustizia...
Con il federalismo, lo Stato italiano sarà frammentato e non ci sarà più una visione unitaria della politica. Tutte le regioni saranno, come da tradizione storica, in conflitto tra di loro e in conflitto con lo Stato. E l'Italia decadrà così come è decaduta quando è stata divisa.
Insomma da res-publica a res-privata. "Privata" anche nel senso di deprivata.