Già alla caduta del fascismo, con gli eserciti alleati sul territorio italiano, c'era chi fino all'ultimo si ostinava a difendere l' "uomo della Provvidenza", il duce e il suo regime. Che cosa ci volle per convincerli di aver sbagliato? Ci volle il crollo definitivo dell'Italia, le città ridotte in macerie.
Speriamo che oggi non si debba aspettare tanto. Anche se i sintomi del crollo sono ben visibili: l'economia che va indietro, il caos della politica, la crisi finanziaria internazionale, l'incombere di un federalismo distruttivo dell'unità e la disoccupazione record. Ma gli immancabili sostenitori del regime, i fedelissimi, gli zelanti "repubblichini" vogliono lottare fino all'ultimo. Si sentono circondati da nemici o da congiure. Tutto pur di non ammettere che hanno puntato sul cavallo sbagliato, che si sono gravemente sbagliati, che sono loro i veri responsabili dello sfascio nazionale, perché un uomo solo non potrebbe governare senza un esercito di lacché e di servitori.
Siamo la vergogna dell'Europa. In nessun altro paese, un uomo toccato da tante inchieste e da tanti sospetti potrebbe continuare a essere capo del governo. Già gli altri paesi europei ci consideravano un popolo poco serio, al limite della farsa. Ora ci domandano attoniti come facciamo a portare avanti questa situazione.
Già, come facciamo?
Non è perché abbiamo troppe menti disabituate a riflettere e tendenti a pensare solo al proprio tornaconto personale? Non è perché abbiamo troppe coscienze disabituate a funzionare e inclini ad affidarsi ciecamente all'uomo "forte"?
E chi è stato a insegnare agli italiani questa attesa di un uomo che risolva in un colpo solo tutti i loro problemi?
mercoledì 19 gennaio 2011
martedì 18 gennaio 2011
Morti bianche
Notizie del giorno: un altro soldato italiano viene ucciso in Afghanistan e un altro operaio cade da un tetto e muore. Che cosa c'è in comune tra i due fatti? Si tratta di giovani morti perché avevano bisogno di lavorare e non hanno trovato niente di meglio che quei due lavori dove dovevano rischiare la vita. Questa è la situazione oggi in Italia dei giovani. E i nostri ineffabili governanti di che cosa si occupano? Ah già, delle puttane del premier.
lunedì 17 gennaio 2011
La malattia degli italiani
La malattia degli italiani si chiama acquiescenza alla corruzione, paura dell'autorità, incapacità di ribellarsi alle ingiustizie, tendenza a curvare la schiena e a dire sempre di sì ai prepotenti e ai violenti. Non si spiegherebbe altrimenti perché intere regioni del sud siano sottomesse a varie mafie, che fra l'altro tendono ora ad espandersi anche al nord. Non si spiegherebbe altrimenti l'incapacità di ribellarsi a governanti chiaramente corrotti e inetti. Perfino i tunisini si sono ribellati ai loro capi ladri e li hanno cacciati all'estero. Ma gli italiani no; gli italiani hanno una lunga storia di obbedienza e di servaggio. Non sono come i francesi, che almeno una rivoluzione contro i nobili e i preti corrotti e sfruttatori l'hanno fatta. Ed è per questo che gli altri popoli ci guardano con disprezzo. Un popolo che sopporta tutto questo senza ribellarsi è gentucola senza spina dorsale.
Certo, conta molto l'educazione, conta molto il senso etico, conta la storia e conta molto la religione, quel cattolicesimo che predica sempre la sottomissione ai potenti di turno. Non è il Nuovo Testamento che dice: "State sotttomessi a ogni autorità umana per amore del Signore" (1Pt 2,13)? Non è san Paolo che dice: "Ciascuno sia sottomesso alle autorità costituite, poiché non c'è autorità se non da Dio" (1Rom 13,1)? I risultati sono sotto i nostri occhi. Gli altri popoli cristiani hanno fatto la Riforma e quindi si sono ribellati all'autorità della Chiesa romana, ma gli italiani non sono stati capaci di farlo. E si vede.
Certo, conta molto l'educazione, conta molto il senso etico, conta la storia e conta molto la religione, quel cattolicesimo che predica sempre la sottomissione ai potenti di turno. Non è il Nuovo Testamento che dice: "State sotttomessi a ogni autorità umana per amore del Signore" (1Pt 2,13)? Non è san Paolo che dice: "Ciascuno sia sottomesso alle autorità costituite, poiché non c'è autorità se non da Dio" (1Rom 13,1)? I risultati sono sotto i nostri occhi. Gli altri popoli cristiani hanno fatto la Riforma e quindi si sono ribellati all'autorità della Chiesa romana, ma gli italiani non sono stati capaci di farlo. E si vede.
venerdì 14 gennaio 2011
La nuova democrazia
Nel paese degli italioti, nessuno si stupisce per le azioni del principe. Qualunque cosa faccia, è sempre giustificato, anche perché ha al suo servizio uno stuolo di avvocati e di giornalisti. Il fatto che sia l'uomo più ricco del paese non mette in sospetto: in fondo è giusto - ragionano i suoi sostenitori - che il paese sia governato dall'uomo più ricco. Anzi, d'ora in poi le elezioni saranno vinte automaticamente da colui che ha più soldi: questa sarà la nuova democrazia.
Nel paese degli italioti, nessuno si stupisce che il principe si congiunga con il maggior numero possibile di donne; le donne stesse sono felici, perché hanno finalmente trovato il macho perfetto, il maschio alpha, che le ricompensa, dopo, con gioielli, denaro o cariche pubbliche. Anzi, d'ora in poi le elezioni saranno vinte automaticamanente dall'uomo che si scoperà più donne: questa sarà la nuova democrazia.
Nel paese degli italioti, nessuno si stupisce che il principe abbia un gran numero di processi. Si tratta certamente di una congiura dei magistrati. E, se anche non lo fosse, basterà qualche leggina per farlo assolvere o per farlo sfuggire ai processi. Anzi, d'ora in poi, le elezioni saranno vinte automaticamente da chi avrà il maggior numero di processi: questa sarà la nuova democrazia.
Nel paese degli italioti, nessuno si stupisce che il principe si congiunga con il maggior numero possibile di donne; le donne stesse sono felici, perché hanno finalmente trovato il macho perfetto, il maschio alpha, che le ricompensa, dopo, con gioielli, denaro o cariche pubbliche. Anzi, d'ora in poi le elezioni saranno vinte automaticamanente dall'uomo che si scoperà più donne: questa sarà la nuova democrazia.
Nel paese degli italioti, nessuno si stupisce che il principe abbia un gran numero di processi. Si tratta certamente di una congiura dei magistrati. E, se anche non lo fosse, basterà qualche leggina per farlo assolvere o per farlo sfuggire ai processi. Anzi, d'ora in poi, le elezioni saranno vinte automaticamente da chi avrà il maggior numero di processi: questa sarà la nuova democrazia.
Il nuovo Medioevo
Mai affidare le sorti del proprio paese o della propria azienda nazionale ad uomini ultraricchi. Il cuore dei ricchi infatti batte là dove si trovano i loro capitali. E i capitali si trovano all'estero. Insomma i ricchi sono i veri protagonisti della globalizzazione, i nuovi cittadini del mondo.
E i poveri? I poveri sono i nuovi servi della gleba. Loro sono costretti ad amare il proprio paese - e a farselo bastare.
E i poveri? I poveri sono i nuovi servi della gleba. Loro sono costretti ad amare il proprio paese - e a farselo bastare.
venerdì 7 gennaio 2011
Feste e guerre
Tra una festa e l'altra, tra un cambio dell'anno e l'altro, tra natali zuccherosi e messaggi papali, i morti continuano a fioccare. Le guerre hanno la brutta abitudine di non fermarsi e così gli odi religiosi ed etnici. Ed ecco che ci muore un altro soldato in Afganisthan. Sconcerto dei ministri, che vengono disturbati proprio quando stanno per godersi i loro esagerati stipendi. Però, basta una bottiglia di spumante e tutto si dimentica. Solo i famigliari non dimenticheranno. Ma che importa? Non sono mica famiglie importanti. A fare la guerra e a morire, si mandano sempre i poveri, quelli che hanno bisogno di rischiare la vita per guadagnare qualcosa.
Ci sarebbe un metodo semplice per far diminuire le guerre. Obbligare con una legge i ministri e i parlamentari a mandare almeno un loro figlio. Allora, vedreste che ci penserebbero molto di più a mandare soldati a morire per cause confuse o di semplice prestigio.
Ci sarebbe un metodo semplice per far diminuire le guerre. Obbligare con una legge i ministri e i parlamentari a mandare almeno un loro figlio. Allora, vedreste che ci penserebbero molto di più a mandare soldati a morire per cause confuse o di semplice prestigio.
La vacanza dell'intelligenza
Non si capisce perché nel periodo natalizio la televisione e la radio debbano dare il peggio di sé. Va bene che gli spettacoli sono prevalentemente indirizzati ad un pubblico di bambini (e gli altri?), ma perché considerarlo ad ogni costo un pubblico di cretini? Va bene che i presentatori e i giornalisti, con tutti i milioni guadagnati, devono godersi le vacanze in qualche località esclusiva e costosa, ma perché mandare in vacanza anche l'intelligenza? Perché riproporre favole sciocche e repliche di film che dovrebbero essere comici, ma che sono comunque stupidi? Diciamo la verità: il genere natalizio è il più idiota che ci sia. Le commediole a sfondo natalizio, tutte di buoni sentimenti, sono squallide, e fanno pensare al vuoto dello stesso messaggio religioso...fatto di Babbi Natale inventati dalla Coca Cola e di famiglie fintamente felici. E che dire della radio? Qui c'è addirittura la rinuncia ad ogni sforzo. Si mette il primo presentatore che capita a presentare - pensate un po'- canzoni. E, tanto per completare il quadro, a partire da dicembre, si fa la pubblicità al Festival di Sanremo. Insomma, italiani, se questa è la vostra intelligenza, si capisce perché siete allo sbando.
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